Spotify e Universal Music Group hanno siglato un accordo che potrebbe ridisegnare i confini tra creatività dei fan e diritti degli artisti nell’era dell’intelligenza artificiale. La piattaforma di streaming lancerà uno strumento — disponibile come add-on a pagamento per gli abbonati Premium — che permetterà agli utenti di generare cover e remix con l’IA a partire dal catalogo UMG, garantendo agli artisti una quota dei ricavi prodotti.
La mossa segna una discontinuità netta rispetto ad altri attori del settore. Difatti, piattaforme come Suno e Udio hanno costruito i propri strumenti di musica generativa senza accordi preventivi con le etichette, finendo travolte da cause milionarie: Suno ha patteggiato 500 milioni di dollari con Warner Music Group, mentre Udio ha chiuso con Warner e UMG ma tratta ancora con Sony. Spotify ha scelto la strada opposta: prima gli accordi, poi il prodotto.
I principi dichiarati sono chiari — consenso, riconoscimento e compensazione — e gli artisti potranno scegliere se e come partecipare. Prezzi e data di lancio non sono stati ancora comunicati, ma l’accordo con UMG potrebbe essere solo il primo di una serie con altre major. L’annuncio è arrivato durante l’Investor Day di Spotify, insieme a nuovi strumenti IA per audiolibri, podcast e concerti riservati ai fan più fedeli.
Leggi l’articolo completo Spotify and Universal Music strike deal allowing fan-made AI covers and remixes su TechCrunch.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/03/2025).

