Starcloud ha raccolto 170 milioni di dollari in un round Serie A, raggiungendo una valutazione di 1,1 miliardi e affermandosi tra le startup più rapide a diventare unicorni. Il finanziamento, guidato da Benchmark e EQT Ventures, porta il totale raccolto a 200 milioni. L’azienda punta a sviluppare data center in orbita, soluzione che potrebbe aggirare limiti energetici e normativi terrestri, ma che richiede tecnologie ancora non mature ed enormi investimenti.
Starcloud ha già lanciato un satellite con GPU Nvidia H100, usato per addestrare un modello di IA in orbita. Il piano prevede lo sviluppo di versioni più potenti, fino a Starcloud 3, un’astronave da tre tonnellate progettata per essere lanciata con il razzo Starship di SpaceX. Il modello di business dipende però dalla disponibilità di lanci spaziali economici e frequenti, attesi non prima del 2028-2029. Restano inoltre altre sfide tecniche, tra cui raffreddamento, alimentazione e sincronizzazione tra satelliti. Nonostante la concorrenza di player come Google, SpaceX e Aetherflux, Starcloud punta a ritagliarsi un ruolo strategico nell’infrastruttura computazionale ed energetica orbitale.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/12/2024).

