Stellantis rinnova per cinque anni la partnership con Palantir e lo fa con toni da svolta epocale. Il gruppo guidato da Antonio Filosa estende l’utilizzo della piattaforma Foundry e avvia l’implementazione della nuova Artificial Intelligence Platform, presentata come il passo decisivo per portare l’AI generativa dentro i processi industriali. L’accordo vale alcune decine di milioni nel quinquennio e consolida una collaborazione che dura dal 2016, costruita con la società americana fondata da Peter Thiel, figura da sempre al centro di polemiche che vanno ben oltre il mondo tech.
Nove anni di partnership producono una lista di obiettivi ancora in lavorazione. Foundry dovrebbe superare la frammentazione dei dati tra fabbriche, supply chain e attività commerciali, un problema che evidentemente il gruppo non ha ancora risolto, nonostante la collaborazione attiva da quasi un decennio. Ora si aggiunge Aip, con la promessa di connettere modelli decisionali e regole di business, garantire tracciabilità, accelerare le decisioni. La strategia si chiama Data4All e suona come un manifesto interno, ma la distanza tra architetture dichiarate e risultati misurabili resta il punto su cui Stellantis non fornisce numeri.
Il gemello digitale dell’organizzazione è evocato come un traguardo già raggiunto, almeno in parte, eppure il gruppo torna a investire cifre rilevanti per fare quello che la collaborazione avrebbe già dovuto garantire.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (31/04/2026).

