Un tribunale di Monaco ha stabilito venerdì che Suno, la startup statunitense di generazione musicale tramite IA, ha violato il copyright utilizzando brani senza autorizzazione. La sentenza emessa in primo grado accoglie il ricorso di Gema, l’ente tedesco che gestisce collettivamente i diritti musicali. L’azienda dovrà rendere noti i ricavi ottenuti illecitamente e pagare danni ancora da quantificare.
Il CEO di Gema Tobias Holzmueller ha definito la decisione “un verdetto di portata globale”, mentre il rappresentante del governo tedesco per la cultura, Wolfram Weimer, l’ha descritta come un segnale importante a tutela dei creatori nell’industria musicale digitale, chiedendo un quadro normativo capace di sostenere insieme innovazione e creatività.
Suno, attualmente valutata 5,4 miliardi di dollari, ha dichiarato di non condividere il verdetto e di valutare tutte le opzioni disponibili, tra cui l’appello. Il caso si inserisce in un contenzioso più ampio sul copyright che coinvolge oltre 1.800 artisti impegnati in azioni collettive contro la stessa Suno e la concorrente Udio.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (01/06/2025)

