Taylor Swift vuole registrare come marchio la propria voce e la propria immagine. La mossa, ufficializzata con tre domande depositate negli Stati Uniti, è una risposta diretta alla proliferazione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale che la coinvolgono: immagini esplicite, video manipolati, persino un falso spot elettorale in cui sembrava sostenere Donald Trump.
Le domande includono una foto dell’Eras Tour — già usata come materiale promozionale ufficiale per il film su Disney+ — e due clip audio in cui dice «Hey, sono Taylor» e «Hey, sono Taylor Swift», registrate originariamente per Spotify e Amazon Music per promuovere The Life of a Showgirl. Questa scelta, dunque, non riguarda solamente il fatto di proteggere solo quelle specifiche immagini o frasi. Difatti, secondo l’avvocato Josh Gerben che ha pubblicato i dettagli delle domande, registrare un marchio consente di contestare anche le imitazioni «simili» — categoria giuridica che potrebbe estendersi a qualsiasi riproduzione artificiale della sua voce o del suo aspetto. In pratica: se un’IA genera una Taylor con chitarra e tuta, Swift avrebbe ora gli strumenti per agire in sede federale.
La cantante in questione, tuttavia, non è la prima: Matthew McConaughey aveva già percorso questa strada all’inizio dell’anno, ma ovviamente il caso Swift, data la grande visibilità e impatto dell’artista, potrebbe segnare un punto di svolta nel modo in cui i personaggi pubblici si difendono dall’IA.
Leggi l’articolo completo Taylor Swift files to trademark voice and image after AI concerns su BBC.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/04/2026).

