Di Intelligenza artificiale (IA) si parla ovunque. Ma non è facile districarsi nell’informazione mainstream – omologata nell’esaltarne le “magnifiche sorti e progressive” – e tracciare un percorso critico che ne metta in luce le problematiche, intrecciate a molteplici ambiti sociali. Per farlo è necessario indagare l’IA da diversi punti di osservazione.
Può la “pedagogia hacker” contrastare questa evoluzione socialmente pericolosa? La tecnologia non è neutrale. È banale ripeterlo, ma continua ad essere necessario, dal momento che questo concetto sembra essere estraneo al dibattito politico e penetra a fatica nel senso comune.
Occorre decostruire i meccanismi operativi e i presupposti ideologici della tecnologia. Per comprenderli dobbiamo guardare più lontano, tornare a leggere il dibattito che fu all’origine della ricerca sulla cibernetica tra la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta: questa storia non ha inizio oggi, ed è importante rintracciarne le radici. Nell’ebook Tecniche e miti. Le trappole dell’intelligenza artificiale la rivista Gli Asini raccolgono i contenuti di vari autori per smontare la narrativa mainstream dell’Intelligenza Artificiale e proporre nuovi punti di vista.
Per maggiori informazioni su Tecniche e miti. Le trappole del’intelligenza artificiale, consultare il sito di Gli Asini:


