Secondo The Guardian l’ultimo modello di ChatGPT (GPT-5.2) ha iniziato a citare Grokipedia, l’enciclopedia online generata da IA di Elon Musk. Nei test condotti dalla testata britannica, il sistema ha citato Grokipedia nove volte su oltre una dozzina di query su temi che spaziano dalle strutture politiche iraniane alle biografie di storici coinvolti in processi contro negazionisti dell’Olocausto.
Lanciata a ottobre, Grokipedia è stata criticata per veicolare narrative di orientamento conservatore su argomenti sensibili e per l’assenza di editing umano diretto. Durante i test, ChatGPT non ha citato l’enciclopedia di Musk quando sollecitato direttamente a ripetere disinformazione su temi ampiamente controversi. Le informazioni di Grokipedia emergono invece nelle risposte a domande su argomenti meno noti o specialistici, dove il modello ripropone affermazioni più nette rispetto a Wikipedia, spesso controverse o già smentite da altre fonti autorevoli. La testata afferma che anche Claude di Anthropic risulterebbe citare questa fonte.
A questo proposito, gli esperti di disinformazione temono in particolare il fenomeno dell'”LLM grooming”, la pratica con cui attori malevoli, incluse reti di propaganda russa, diffondono massicciamente disinformazione online per addestrare indirettamente i modelli di IA a ripetere falsità. Come sottolinea la ricercatrice specializzata Nina Jankowicz, citando fonti opache i chatbot ne aumentano la credibilità percepita. Le informazioni false, inoltre, una volta integrate nei modelli, sono molto difficili da rimuovere. OpenAI sostiene di applicare filtri e trasparenza, ma il fenomeno evidenzia la vulnerabilità dei sistemi IA alla manipolazione informativa.
Leggi l’articolo completo: Latest ChatGPT model uses Elon Musk’s Grokipedia as source, tests reveal su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (1/10/2025).

