Dal reporter investigativo del New York Times Max Fisher, questo “resoconto autorevole e devastante dell’impatto dei social media” (New York Times Book Review) ripercorre la storia interna ad alto rischio di come la corsa a rotta di collo delle Big Tech per ottenere profitti ed interazioni a tutti i costi abbia fratturato il mondo. The Chaos Machine: The Inside Story of How Social Media Rewired Our Minds and Our World è “un libro essenziale per i nostri tempi” (Ezra Klein).
Abbiamo tutti la vaga sensazione che i social media siano dannosi per le nostre menti, per i nostri figli e per le nostre democrazie. Ma la verità è che la loro portata e impatto sono molto più profondi di quanto abbiamo compreso. Basandosi su anni di reportage internazionale, Max Fisher racconta la storia interna, avvincente e sconvolgente, di come Facebook, Twitter, YouTube e altri social network abbiano sfruttato le fragilità psicologiche per creare gli algoritmi che spingono gli utenti di tutti i giorni a opinioni estreme e, sempre più spesso, ad azioni estreme. Come dimostra Fisher, i principi fondanti di queste aziende, combinati con una bieca attenzione alla massimizzazione del coinvolgimento, hanno portato a un mondo destabilizzato per tutti.
Attraversando il pianeta, Fisher segue l’ubiquità dei discorsi d’odio e le loro ricadute nella violenza, mali che si sono sviluppati dapprima in luoghi lontani, fino al loro oscuro culmine in America durante la pandemia, le elezioni del 2020 e l’insurrezione del Campidoglio. In tutto questo, i giganti dei social media si sono rifiutati di intervenire in modo significativo, sostenendo di essere i paladini della libertà di parola quando in realtà ciò che più apprezzavano erano i profitti illimitati. Il risultato, come mostra Fisher, è uno spostamento culturale verso un mondo che non è mai stato in grado di offrire un’immagine di sé.
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