La società di intelligenza artificiale di Elon Musk, xAI, è stata citata in giudizio da tre adolescenti americane che la accusano di aver facilitato la produzione di materiale pedopornografico. La causa, depositata lunedì in un tribunale federale della California, riguarda Grok, il chatbot sviluppato da xAI e ospitato sulla piattaforma X: un utente lo avrebbe utilizzato per alterare immagini e video delle ragazze, mostrandole nude o in contesti sessualmente espliciti, a loro completa insaputa.
L’azione legale è la diretta conseguenza del controverso rilascio, lo scorso anno, della cosiddetta “modalità spicy” di Grok, che consentiva di generare immagini sessualizzate e di “spogliare” persone reali partendo da foto disponibili online. In meno di due settimane, lo strumento aveva prodotto oltre 20.000 immagini di minori, secondo il Center for Countering Digital Hate. Una delle ricorrenti ha scoperto l’accaduto tramite un messaggio anonimo su Instagram, che la indirizzava verso materiale alterato — inclusa la sua foto dell’annuario scolastico — condiviso su un server Discord insieme a immagini di altre diciotto minorenni.
Musk aveva inizialmente minimizzato, negando l’esistenza di contenuti del genere, ma, nonostante ciò, l’Ofcom, la Commissione europea e la California hanno avviato indagini e le tre ragazze coinvolte chiedono risarcimento dei danni e la disattivazione immediata della funzione.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/06/2025).

