L’amministrazione Trump ha introdotto mercoledì un dazio del 25% su alcuni chip AI ad alte prestazioni come l’Nvidia H200 e l’AMD MI325X. La misura mira a incentivare la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti e ridurre la dipendenza da fornitori esteri come il Taiwan.
Come riferisce The Guardian, il provvedimento è l’esito di un’indagine durata nove mesi basata sulla Section 232 del Trade Expansion Act del 1962. Questa norma permette di applicare dazi mirati all’importazione di semiconduttori di fascia alta e dispositivi correlati che superano specifici parametri di prestazione, considerati critici per l’interesse nazionale. Attualmente gli USA producono internamente solo il 10% dei chip necessari, una vulnerabilità considerata rischiosa sia in termini economici che di sicurezza nazionale.
I dazi presentano diverse esenzioni. Secondo il comunicato della Casa Bianca, non si applicano ai chip destinati ai datacenter statunitensi, alle startup, alle applicazioni consumer e industriali non-datacenter e al settore pubblico. Il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha inoltre ampia discrezionalità nell’applicare ulteriori esenzioni.
Il provvedimento rientra in una strategia commerciale più ampia mirata a a favorire la produzione interna, e include annunci di precedenti dazi su chip cinesi, farmaci e camion. Aziende come Nvidia, AMD e Intel, pur progettando chip negli Stati Uniti, producono prevalentemente all’estero tramite partner come TSMC. I mercati hanno reagito con lievi cali dei titoli Nvidia e AMD. Resta aperta la possibilità di dazi più ampi sui semiconduttori in futuro, mentre continuano le tensioni commerciali con la Cina e il dibattito sui limiti costituzionali e industriali di questa strategia.
Leggi l’articolo completo: Trump imposes 25% tariff on Nvidia AI chips and others, citing national security su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/04/2025).

