Usare l’intelligenza artificiale per scrivere lettere d’amore o messaggi di San Valentino? Gli psicologi invitano a pensarci bene. Uno studio condotto dall’Università del Kent su 4.000 partecipanti ha rivelato che le persone giudicano in modo decisamente negativo chi si affida all’IA per comporre messaggi personali.
I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti come percepissero coloro che utilizzano strumenti di intelligenza artificiale per svolgere diversi compiti. I risultati sono stati chiari: l’uso dell’IA per scrivere lettere d’amore, scuse o voti nuziali viene considerato meno premuroso, meno autentico, meno affidabile e più pigro. E questo vale anche quando la qualità della scrittura è elevata e chi la usa dichiara apertamente di essersi servito dell’intelligenza artificiale.
Le testimonianze raccolte confermano questa tendenza. Jacqueline McKenzie, residente a Tunbridge Wells, pur utilizzando l’IA per alcuni compiti, esclude categoricamente di usarla per qualcosa di personale. Liam Goodhew è dello stesso avviso: non scriverebbe mai una lettera d’amore alla sua partner usando l’IA, perché non verrebbe dal cuore. “Lei vale più di questo“, ha dichiarato. Reza Jafary, infine, aggiunge che un messaggio di San Valentino dovrebbe venire dal cuore, non da un computer. Lo studio, dunque, fa parte del progetto Trust in Moral Machines, condotto con il supporto dell’Università di Exeter, in cui il dottor Scott Claessens spiega che le persone non giudicano solo ciò che produci, ma come lo produci.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (15/12/2025).

