Rti e Medusa Film, società del gruppo Mediaset, hanno avviato la prima azione legale italiana per violazione di copyright contro un’azienda di intelligenza artificiale. Il ricorso depositato al Tribunale civile di Roma chiama in causa la startup statunitense Perplexity AI, accusata di aver utilizzato contenuti audiovisivi e cinematografici protetti per addestrare i propri sistemi senza autorizzazione.
Le due aziende chiedono l’interruzione immediata dell’uso non autorizzato, il risarcimento danni e sanzioni in caso di ulteriori violazioni. Perplexity AI è già sotto accusa negli Stati Uniti da Encyclopaedia Britannica, Merriam-Webster e gruppi editoriali come News Corp. In Europa la Bbc ha minacciato vie legali per scraping non autorizzato e chiede alle società AI di aprire un tavolo per discutere eventuali licenze d’uso. Anche gruppi editoriali giapponesi come Asahi Shimbun e Nikkei hanno presentato denunce analoghe.
Le controversie ruotano intorno a una questione fondamentale: chi detiene il diritto di utilizzo dei contenuti creativi e come garantire una compensazione equa ai produttori. Come osserva il Corriere, con il caso Rti-Medusa l’Italia affronta il primo banco di prova sul delicato equilibrio tra innovazione nell’IA e protezione del lavoro creativo e dell’industria culturale, destinato a incidere profondamente sugli equilibri del mercato digitale. Nel modello europeo, fondato su tutele particolarmente rigorose della proprietà intellettuale, l’eventuale riconoscimento della violazione potrebbe costituire un precedente determinante per l’intero settore.
Leggi l’articolo completo: Rti e Medusa denunciano Perplexity AI: è la prima causa in Italia per violazione del copyright con l’intelligenza artificiale su Corriere della sera
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