A Belfast cresce l’insofferenza verso l'”AI slop“: poster di concerti, menù e locandine tutti uguali, riconoscibili a colpo d’occhio per quello stile patinato e ripetitivo tipico dell’intelligenza artificiale generativa. Durante il festival Fleadh Cheoil na hÉireann la città ne è stata invasa, comparse persino diverse immagini di un fantomatico Ed Sheeran.
La reazione dei creativi locali non si è fatta attendere. Chris Ferry, che realizza biglietti d’auguri con l’umorismo tagliente tipico di Derry, ha lanciato un video diventato virale in cui chiede ai clienti di smetterla di portargli biglietti creati con ChatGPT da stampare: per lui è un insulto al mestiere e a chi lavora nel settore creativo. Ha persino rifiutato pagamenti da clienti che gli presentavano grafiche fatte con l’IA, per pura questione di principio. Sulla stessa linea Frances Smyth, graphic designer e docente alla Ulster University, che definisce l’IA “rigurgitativa e senz’anima“: secondo lei anche un poster disegnato male su un post-it ha più valore artistico di un output generato da un algoritmo. Racconta come molte agenzie creative stiano perdendo clienti, attratti dal risparmio promesso dall’intelligenza artificiale.
Anche i locali si muovono: l’American Bar di Belfast si è dichiarato ufficialmente “AI-free“, boicottando ogni contenuto generato artificialmente per musica e comunicazione, denunciando il rischio per il sostentamento degli artisti e l’impatto ambientale della tecnologia. Mal Houston, del ristorante Three Rivers, ha invece cambiato rotta dopo aver trovato adesivi “Say no to AI” sui propri volantini, rinunciando alla comodità economica dell’IA.
Leggi l’articolo completo ‘Don’t ask me to print your ChatGPT birthday card’: Hitting back at AI ‘slop’ su BBC.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/08/2026).

