“Non è intrattenimento, è sedazione” sono le parole usate con cui Frank Cottrell-Boyce ha denunciato davanti ai parlamentari britannici la pericolosa deriva dei contenuti per bambini su YouTube. Canali come CoCoMelon, con i suoi 180 milioni di iscritti bombardano i più piccoli di informazioni in una programmazione “senza frizioni” che non offre la stimolazione e il nutrimento delle generazioni precedenti.
La ricerca, difatti, dimostra che i bambini hanno bisogno di ripetizione per costruire familiarità e di lentezza per rendere la vita gestibile, qualità che caratterizzavano la vecchia televisione per ragazzi. Oggi invece la frammentazione mediatica cancella quella cultura condivisa che univa intere generazioni davanti agli stessi programmi. “Ciò che resta è una fabbrica di ansia individuale“, ha detto Cottrell-Boyce, testimone in vent’anni di un’impennata dei sintomi tipici dell’ansia nelle scuole. Gli algoritmi, inoltre, danno solo l’illusione della scelta, intrappolando i bambini in contenuti sempre più simili. I numeri sono allarmanti: il 62% dei minori di 16 anni guarda YouTube contro il 22% della TV tradizionale.
A tal proposito, Greg Childs della Children’s Media Foundation denuncia che la piattaforma ha catturato una generazione senza porre la medesime salvaguardie del sistema precedente, relegando, dunque, i bambini a vedere contenuti inadatti mentre YouTube guadagna 700 milioni di sterline dalla pubblicità infantile, pagando però i creatori dall’80 al 90% in meno.
Leggi l’articolo completo Children being ‘sedated’ by algorithmic YouTube content, MPs hear su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/05/2025).

