L’uso dei social media compromette lo sviluppo cognitivo dei bambini e potrebbe essere tra le cause dell’aumento delle diagnosi di ADHD. Lo rivela uno studio del Karolinska Institute in Svezia e dell’Oregon Health & Science University che ha seguito oltre 8.300 bambini americani dai 10 ai 14 anni. I risultati mostrano un legame chiaro tra social media e sintomi di disattenzione. In media, i ragazzi passano 1,4 ore al giorno sulle piattaforme social, con un picco che arriva a due ore e mezza verso i 13 anni.
La scoperta più interessante è che solo i social creano problemi di concentrazione. Videogiochi, TV e YouTube non mostrano gli stessi effetti. Il professor Torkel Klingberg spiega il perché: messaggi e notifiche continue distraggono costantemente i ragazzi. Anche solo pensare a un messaggio in arrivo può interrompere l’attenzione. Questo meccanismo interferisce con la capacità di rimanere concentrati e può spiegare i sintomi simili all’ADHD osservati nei giovani utenti.
La ricerca sottolinea che molti bambini utilizzano i social ben prima dei 13 anni richiesti da piattaforme come TikTok e Instagram, evidenziando la necessità di verifiche più rigorose dell’età. “Speriamo che i nostri risultati aiutino genitori e decisori politici a prendere decisioni informate su un consumo digitale sano che supporti lo sviluppo cognitivo dei bambini”, afferma Samson Nivins, ricercatore dello studio.
Leggi l’articolo completo “Social media use damages children’s ability to focus, say researchers” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (9/12/2025).

