Un’indagine di Amnesty International ha rivelato che, nei primi due anni della presidenza di Javier Milei, l’Argentina ha ampliato le proprie capacità di sorveglianza, profilazione e controllo, con effetti sulla privacy, sulla libertà di espressione e sul diritto di protesta. Tra il 2024 e il 2025 il governo ha acquistato tecnologie di sorveglianza per almeno 1,2 milioni di dollari, tra cui strumenti per monitorare i social, software di riconoscimento facciale e sistemi di sorveglianza aerea. Secondo Amnesty, l’insieme di queste tecnologie e delle riforme istituzionali introdotte tramite decreti e risoluzioni configura un sistema di sorveglianza di massa.
La ricerca, basata su 21 interviste, documenti sugli acquisti e richieste di accesso agli atti, racconta gli effetti concreti di questo apparato. Ana Tapia, del collettivo Jubilados Insurgentes, denuncia droni che sorvolano a pochi metri le manifestazioni contro i tagli alle pensioni. La ricerca rileva inoltre episodi di autocensura: alcuni intervistati limitano l’attività sui social e partecipano meno alle proteste per paura di essere identificati.
Amnesty inserisce il caso argentino in una tendenza globale di crescente uso della sorveglianza da parte degli Stati, spesso senza adeguati controlli e trasparenza. L’organizzazione chiede quindi di vietare lo sviluppo e l’uso del riconoscimento biometrico remoto per la sorveglianza di massa e discriminatoria.
Leggi l’articolo completo “Argentina: Unchecked deployment of AI-driven surveillance reinforces a techno-authoritarian infrastructure of social control” sul sito di Amnesty International.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (20/08/2026).

