Amnesty International ha denunciato l’uso di strumenti di intelligenza artificiale da parte delle autorità statunitensi per monitorare immigrati e manifestanti pro-palestinesi.
Secondo l’organizzazione, software come Palantir e Babel Street permetterebbero una sorveglianza di massa, usata in particolare modo a scapito di cittadini stranieri, nell’ambito di iniziative come “Catch and Revoke”, che prevedono il controllo dei social media, lo stato dei visti e la valutazione automatizzata delle minacce.
Erika Guevara-Rosas di Amnesty ha sottolineato come l’uso di queste tecnologie stia favorendo detenzioni illegali e deportazioni, creando un clima di paura tra migranti e studenti internazionali. L’organizzazione invita Palantir e Babel Street a cessare la collaborazione con l’amministrazione statunitense se non intendono ridurre le violazioni dei diritti umani.
Secondo Amnesty, l’impiego dell’IA rafforza le politiche repressive dell’amministrazione Trump, che ha preso di mira università e studenti stranieri accusandoli, senza prove, di antisemitismo, collegando le proteste contro il genocidio condotto da Israele a Gaza a una presunta minaccia di terrorismo.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (08/08/2025).

