L’interazione tra intelligenza artificiale e il campo della robotica, sta trasformando quest’ultimo, in particolare per quanto riguarda la destrezza e l’adattabilità delle mani umane. Ci viene presentato il progetto “Aloha” di Google, ad esempio, un sistema in cui braccia robotiche imparano a svolgere compiti complessi come piegare vestiti o maneggiare oggetti delicati, imitando i movimenti di operatori umani. Questa tecnica, detta “apprendimento per imitazione”, permette ai robot di acquisire nuove abilità osservando e replicando le azioni umane.
Oltre all’imitazione, si sta esplorando il “reinforcement learning strutturato”, che suddivide i compiti complessi in sotto-compiti più semplici, consentendo ai robot di apprendere in modo più graduale e autonomo. Un esempio è il robot che impara a incastrare blocchi, affinando la presa e i movimenti per completare il compito. L’obiettivo è quello di creare robot capaci di imparare da soli, adattandosi a situazioni nuove e impreviste, proprio come un bambino che sviluppa nuove competenze motorie attraverso il gioco e l’esplorazione.
I progressi nell’apprendimento automatico stanno trasformando il panorama tecnologico e influenzando profondamente diversi aspetti della società moderna. È plausibile che, nel prossimo futuro, ci si possa porre nuovamente la domanda di Steve Wozniak (co-fondatore di Apple): “Può un robot entrare in casa vostra e prepararvi una tazza di caffè?” rispondendo, stavolta, in maniera affermativa.
Leggi l’articolo completo: ” A revolution in how robots learn” su The New Yorker
Immagine generata con Midjourney.

