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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Artigianato e Intelligenza Artificiale, dove porta la strada italiana dell’Intelligenza Artigiana

Robot artigiano

In un paese come l’Italia che vanta una straordinaria ricchezza a livello di artigianato e di piccole imprese saldamente ancorate ai territori il tema dello sviluppo dell’intelligenza artificiale ha un valore speciale. Tipicamente quando si affrontano i scenari legati all’impatto dell’impatto dell’AI si analizza l’evoluzione delle grandi imprese e delle grandi organizzazioni, se invece si guarda al ruolo dell’AI in relazione a un comparto straordinariamente importante per il nostro paese come quello dell’artigianato si apre una prospettiva che avvicina l’AI all’economia reale dei territori.

Per queste ragioni è significativo l’impegno con cui una organizzazione come Confartigianato ha scelto di riflettere sul valore della relazione che unisce l’Intelligenza Artificiale e l’Intelligenza Artigiana, ovvero di come una innovazione tecnologica che fa primariamente leva sulla conoscenza possa accelerare e rafforzare quell’insieme di talenti, professionalità, tradizione e innovazione che sono un carattere distintivo dell’artigianato del nostro paese e uno dei segreti del Made in Italy.

Generare libertà: Intelligenza Artigiana, Intelligenza Artificiale e Sapienza del vivere

L’occasione per comprendere questa relazione è arrivata da un evento organizzato nel bellissimo Teatro Verdi di Busseto nell’ambito dei Dialoghi di Spirito Artigiano di Confartigianato con un titolo che ha aiutato ad entrare da subito nel “cuore” del dibattito: “Generare libertà: Intelligenza Artigiana, Intelligenza Artificiale e Sapienza del vivere”.

Uno dei punti di partenza del percorso avviato da questo evento è racchiuso in uno dei fattori distintivi dell’artigianato, vale a dire nella capacità di innestare gli stimoli e le opportunità dell’innovazione con i valori della tradizione. Lo ha evidenziato il presidente di Confartigianato  Marco Granelli ricordando come quello degli artigiani sia un mondo in continua evoluzione, con una presenza in innumerevoli settori, dalla produzione ai servizi, con mestieri che arrivano da lontano, e che sono caratterizzati dalla capacità di sfruttare le potenzialità dell’innovazione tecnologica, nel rispetto dei talenti e di quella cultura professionale che permettono di rendere unica ogni impresa artigiana.

Si tratta di caratteristiche che possono ben qualificarsi come Intelligenza artigiana e che Granelli mette subito in relazione all’intelligenza artificiale osservando che occorre equilibrio, che si deve evitare con attenzione di seguire acriticamente chi invita ad adottare l’AI con un eccesso di entusiasmo o chi, al contrario, la considera una minaccia.

Per capire questo approccio Granelli ricorda che l’artigiano come imprenditore è chiamato ogni giorno a mettersi alla prova su questioni come la capacità di comprendere le esigenze dei clienti, la ricerca di nuove soluzioni con l’intuito, la creatività, l’affidabilità, l’originalità e su tante di queste dimensioni l’Intelligenza artificiale può aggiungere valore.

Intelligenza artificiale e creatività artigiana

L’altro grande aspetto di questa relazione attiene ai valori della creatività, ovvero a un altro degli elementi distintivi che compongono il DNA degli artigiani. Una dimensione che può trovare a sua volta nell’Intelligenza artificiale nuove possibilità di sviluppo ma perché si possano effettivamente concretizzare è necessario che il mondo dell’artigianato sappia affrontare la sfida delle competenze e di un modello di formazione all’AI che si traduce in un arricchimento nella misura in cui è nella condizione di distillare quelle componenti del digitale che sono coerenti con lo spirito dell’intelligenza artigiana.

Se si considera, come ricorda lo stesso Granelli, che molto spesso gli artigiani sono dei bravissimi solisti, appare forse necessario superare questo individualismo, almeno per quanto riguarda la sfida per la formazione all’Intelligenza artificiale, affinché si possa dare vita a un grande gioco di squadra considerando la straordinaria valenza settoriale e territoriale del mondo dell’artigianato.

In questo senso, nella visione di Granelli, le associazioni avranno sempre di più il compito di diventare dei luoghi di contaminazione per contribuire ad allargare il raggio d’azione del pensiero artigiano.

E si arriva così al cuore, nella prospettiva del presidente di Confartigianato, del rapporto tra Intelligenza artificiale e Intelligenza artigiana, ovvero della centralità della persona fatta di pensiero, di manualità, di competenze che si tramandano nel tempo e di una formazione di bottega nella quale si unisce la passione che sta alla base delle proprie competenze con la curiosità per il nuovo. Un innesto, quello dell’intelligenza artificiale, che permette di immaginare, sperimentare e attuare anche nuovi modelli di impresa e nuovi percorsi di innovazione.

Dalla tecnologia una spinta all’evoluzione dell’artigianato

La professoressa Stefania Bandini, ordinaria di Informatica dell’Università Milano Bicocca e ricercatrice all’Università di Tokyo ci ricorda che se ci siamo ormai abituati alla presenza di macchine in grado di svolgere attività che ci risparmiano una fatica fisica, è più difficile accettare sistemi che vanno a occupare spazi che attengono ad attività che assimiliamo al lavoro intellettuale.

Peraltro, i concetti espressi grazie all’intelligenza artigiana, si prestano a un ulteriore arricchimento di questa prospettiva perché fondono in tanti casi una dimensione di lavoro manuale con una inscindibile dimensione creativa e intellettuale. Ma Bandini va oltre e ricorda che è indispensabile portare l’attenzione su quelle prospettive dell’Intelligenza artificiale che vedono le macchine nella condizione di unire un processo cognitivo artificiale a un processo decisionale.

Al di là dell’Intelligenza artificiale, il futuro è nel segno dell’integrazione di sistemi complessi, ovvero di “macchine” (anche se il termine è improprio) in grado di mettere in relazione forme di conoscenza differenti, spesso afferenti a discipline che un tempo non avevano punti di contatto o interconnessioni. Ancora una volta, anche per la professoressa Bandini, un punto di contatto con l’intelligenza artigiana, e in particolare con la caratteristica dell’artigianato di individuare delle correlazioni tra fattori di conoscenza e fattori di produzione e dalla capacità di amplificarne la portata grazie alla capacità dell’AI di utilizzare sempre più dati, di trasformarli in informazioni in modo sempre più veloce e preciso e di metterli a disposizione, appunto, per dare vita a nuove forme di creatività.

Libertà e Intelligenza artificiale

Mauro Magatti, Professore ordinario Università Cattolica di Milano nella facoltà di scienze politiche e sociali (autore, con Chiara Giaccardi di “Generare Libertà – Accrescere la vita senza distruggere il mondo”) richiama alle distinzioni tra pensiero e intelletto. Con il pensiero si guarda alla dimensione razionale e alla dimensione spirituale insieme e si comprendono emozioni, memoria, affetti. A queste dimensioni oggi più che mai si devono aggiungere quelle della tecnica e della tecnologia con le quali è necessario avere un rapporto sempre consapevole, a maggior ragione nel momento in cui entra in gioco l’Intelligenza artificiale. Occorre  in altre parole avere ben chiaro cosa possiamo e cosa vogliamo fare e dobbiamo interrogarci sui pericoli che questi scenari comportano. Ovvero, più concretamente, occorre costruire e rafforzare un approccio critico per governare questo straordinario processo di innovazione, senza farsi stravolgere.

Magatti sottolinea simbolicamente che se nel passato le trasformazioni sono nate dalla capacità tecnologica di catturare diverse forme di energia (con il vapore e con l’elettricità) e di trasformarle in energia fisica o meccanica, ora con l’intelligenza artificiale si deve parlare di una energia cognitiva che sta al centro di una trasformazione ancora più potente e profonda.

La sintesi è che stiamo entrando in uno scenario nel quale questa energia cognitiva ci chiede di lavorare a una società che sia a sua volta in grado di pensare di più, tenendo uniti intelletto e spirito.

Interrogandosi poi sul come agire per predisporre uno spirito critico più solido e diffuso Magatti richiama a sua volta il modello della bottega artigiana nella quale si coltiva il lavoro, la produzione, il pensiero, la formazione e, non ultimo, il forte senso di responsabilità verso i talenti e verso le relazioni con i territori nei quali si opera.

Intelligenza, responsabilità e fede

La velocità del nuovo esercita inevitabilmente un fascino che troppo spesso rischia di farci dimenticare la necessità affrontarlo con uno spirito critico. Ed è da Don Luigi Guglielmoni che arriva un invito a impegnarsi sempre di più per capire, per non dimenticare che le prospettive che si stanno aprendo, anche grazie all’Intelligenza artificiale, sono il frutto di una intelligenza umana, di pensiero, intuito e volontà di tante persone che hanno lavorato per costruire quello che oggi in molti casi magari ci sorprende e ci sembra frutto di un “automatismo”. In questo senso arriva anche l’invito a considerare l’intervento di Papa Francesco sui temi dell’Intelligenza artificiale e sull’importanza di affrontare il nuovo, sempre con la massima responsabilità, senza delegare decisioni ad altri, men che meno alle macchine.

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