• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Attacco hacker alla Sapienza, il ricatto viene aggirato

Logo ufficiale della Sapienza, Università di Roma ma con i toni azurrini e stile acquarello tipico del magazine.

L’università non ha ancora riattivato la piattaforma Infostud con cui gli studenti possono gestire tutti gli aspetti della loro carriera accademica. In compenso, torna online il sito della Sapienza. A otto giorni dall’attacco hacker, la piattaforma Uniroma1.it è di nuovo raggiungibile. Proseguono invece i lavori per il ripristino del portale Infostud, attraverso cui gli studenti possono gestire la loro carriera universitaria, e della sezione dedicata ai dottorati. La comunicazione è arrivata nel primo pomeriggio di lunedì 9 febbraio attraverso la pagina Instagram dell’università, che già venerdì scorso aveva riattivato alcune sezioni, tra cui quella dedicata all’e-learning.

L’attacco informatico risale allo scorso 2 febbraio, quando l’infrastruttura digitale dell’ateneo è stata paralizzata da un ransomware denominato BabLock. I cybercriminali hanno criptato i dati e messo fuori uso oltre 400 server, firmandosi con una sigla finora sconosciuta, “femwar02”. Successivamente, avrebbero inviato un link con una richiesta di riscatto per la decriptazione dei dati bloccati. L’apertura del link potrebbe attivare un ultimatum temporale. 

Dopo il blocco iniziale di Infostud, il sistema è collassato a catena. La comunicazione interna si è retta per giorni su contatti di persona e sui profili social delle facoltà. I tecnici di Infosapienza, affiancati dalla Polizia postale e dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, hanno optato per ripristinare i sistemi attraverso i backup in tal modo da programmare un ripristino graduale dei servizi. Resta centrale la verifica sull’integrità e l’aggiornamento delle copie di sicurezza. Questa scelta ha permesso di aggirare il ricatto imposto dagli hacker, i quali avevano lasciato, oltre al link, un file di testo con le istruzioni per avviare una trattativa. Chi indaga parla di un episodio perfino più grave rispetto all’attacco alla Regione Lazio del 2021. Infatti, La vera preoccupazione non consiste nel blocco operativo, per quanto possa essere limitante. Il rischio più grosso è rappresentato dalla possibilità furto di dati sensibili. Potrebbe essere infatti che i file siano stati esfiltrati e trasferiti sul dark web per venderli, come accaduto nel caso di Harvard. Su questo fronte stanno lavorando l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e il Centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale, che hanno effettuato nuovi sopralluoghi per valutare l’entità del danno e prevenire ulteriori compromissioni.

L’origine esatta degli hacker non è ancora stata individuata. Tuttavia, alcune caratteristiche del ransomware fanno ipotizzare un collegamento con Stati dell’area post-sovietica. BabLock, infatti, non cripta i sistemi impostati in russo o in altre lingue dell’ex Unione Sovietica. Da qui il sospetto che il gruppo possa provenire proprio da quell’area geografica.

Leggi gli articoli completi: 

Sapienza, il ricatto degli hacker filo russi all’università: l’ultimatum di 72 ore per pagare e liberare i dati criptati e Sapienza, attacco hacker: nell’ateneo carta e penna come negli anni ’90. Gli studenti: «Ma ora chi ha i nostri dati?» su roma.corriere.it

Torna on line il sito della Sapienza dopo l’attacco hacker: “Sistemi ripristinati grazie ai backup” su roma.repubblica.it

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/02/2026).

Esplora altri articoli su questi temi