Prima dell’alba di venerdì, un uomo di vent’anni ha lanciato una molotov contro la casa di Sam Altman, CEO di OpenAI, nella zona di North Beach a San Francisco. L’ordigno ha raggiunto il cancello esterno della residenza da 27 milioni di dollari intorno alle 4:12, dopodiché il sospettato si è dato alla fuga a piedi. Nessun ferito, secondo quanto dichiarato dalla polizia locale in un comunicato pubblicato su X.
Circa un’ora dopo, poco dopo le cinque del mattino, gli agenti sono intervenuti nel quartiere di Mission Bay su segnalazione di un’attività commerciale: un uomo stava minacciando di dare fuoco all’edificio che ospita la sede di OpenAI. I poliziotti hanno riconosciuto nel soggetto il responsabile dell’attacco precedente e lo hanno immediatamente fermato anche se l’identità del fermato non è stata resa pubblica.
OpenAI, dunque, ha confermato l’accaduto in una dichiarazione ufficiale, esprimendo sollievo per l’assenza di vittime e ringraziando la polizia per la prontezza dell’intervento. I dipendenti sono stati informati via nota interna che non sussistevano minacce immediate, e che la presenza di forze dell’ordine e personale di sicurezza attorno agli uffici di Mission Bay sarebbe stata intensificata in quanto già l’anno scorso la società aveva rafforzato le misure di sicurezza nella sede di San Francisco dopo una minaccia proveniente da un ex affiliato a un gruppo di attivisti anti-IA.
Leggi l’articolo completo OpenAI CEO Sam Altman’s home targeted with molotov cocktail su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/05/2025).

