Il governo australiano ha ufficialmente respinto la proposta di concedere alle aziende tecnologiche un’esenzione dal copyright per utilizzare liberamente contenuti creativi nell’addestramento dei modelli IA. La decisione è stata annunciata dal Ministro della Giustizia Michelle Rowland ed esclude definitivamente una raccomandazione della Productivity Commission che aveva suscitato forti opposizioni da parte del settore culturale.
La proposta di introdurre un’eccezione per il text e data mining era stata sostenuta dalle big tech, con la promessa di attrarre miliardi di investimenti esteri. La reazione dei creativi è stata immediata e decisa. Rapper, scrittori e organizzazioni sindacali hanno denunciato il rischio di “furto su larga scala” delle opere australiane, evidenziando inoltre che la Commissione non avesse consultato il settore né valutato l’impatto della misura prima di pubblicare il rapporto.
Rowland ha sottolineato l’importanza di garantire che i creativi beneficino delle opportunità offerte dall’IA. Ha inoltre annunciato la convocazione di un gruppo di lavoro per valutare un possibile sistema di licenze a pagamento. Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la decisione, definendola una vittoria per la creatività e la sovranità culturale australiana. Resta però da capire come assicurare agli artisti il controllo sull’uso delle opere e una giusta remunerazione.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (25/06/2025).

