Blue Origin, la società spaziale fondata da Jeff Bezos, ha presentato alla Federal Communications Commission statunitense una richiesta formale per lanciare una costellazione di oltre 50.000 satelliti destinati a costituire un data center in orbita. L’obiettivo dichiarato del progetto, denominato Project Sunrise, è trasferire nello spazio le operazioni di calcolo computazionale ad alta intensità energetica e idrica. La rete si appoggerebbe a TeraWave, un’altra costellazione satellitare pianificata dall’azienda.
Il progetto si inserisce in un contesto già altamente competitivo, che vede diverse aziende attratte dalla prospettiva di ridurre il consumo energetico utilizzando l’energia solare e di operare uno spazio – letteralmente – meno regolamentato. In questo senso, SpaceX ha depositato una richiesta per il lancio di un milione di satelliti a uso computazionale distribuito, mentre la startup Starcloud ne propone 60.000. Anche Google sta sviluppando Project Suncatcher, in collaborazione con Planet Labs. Secondo TechCrunch, il vantaggio competitivo di Blue Origin potrebbe risiedere nel razzo New Glenn, già operativo e tra i più potenti al mondo; l’integrazione verticale potrebbe potrebbe offrire all’azienda vantaggi simili a quelli ottenuti da SpaceX con Starlink.
Tuttavia, come sottolinea la testata, il progetto deve affrontare sfide economiche e tecnologiche importanti, tra cui i costi di lancio e le difficoltà di raffreddamento e comunicazione in orbita, la crescente congestione orbitale e i rischi per l’atmosfera.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/12/2024).

