La Commissione europea sta valutando di posticipare l’applicazione di alcune parti dell’AI Act, la prima legge completa al mondo sull’intelligenza artificiale. La decisione arriva dopo intense pressioni sia dall’amministrazione Trump che dal mondo delle imprese, preoccupate per la complessità degli obblighi imposti dalla normativa.
La legge, difatti, ha ancora molte disposizioni che devono ancora essere applicate e, tra queste, gli obblighi più stringenti per le aziende che sviluppano sistemi di IA ad alto rischio non entreranno in vigore prima dell’agosto 2026. Secondo il Financial Times, Bruxelles starebbe ora considerando un periodo di grazia di un anno per chi viola le regole più severe, permettendo ai fornitori di IA già presenti sul mercato di adattarsi senza creare sconvolgimenti. Anche le sanzioni per chi non rispetta le nuove norme sulla trasparenza potrebbero slittare all’agosto 2027. Si studia inoltre una maggiore flessibilità nel monitoraggio delle prestazioni dei sistemi ad alto rischio, con linee guida meno prescrittive di quelle inizialmente previste.
Le pressioni, citate brevemente all’inizio dell’articolo, vengono da più fronti: Trump ha minacciato tariffe contro paesi con regolamentazioni tech ritenute discriminatorie verso le aziende americane; Meta ha annunciato che non firmerà il codice di condotta europeo, accusando l’UE di creare incertezze legali e, infine, 46 grandi aziende europee, tra cui Airbus e Mercedes-Benz, chiedono una pausa di due anni.
Leggi l’articolo completo European Commission mulls AI Act delays after Trump and business pressure su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (14/04/2025).

