In un’intervista alla BBC, il CEO di Alphabet (società madre di Google) Sundar Pichai ha dichiarato che gli utenti non dovrebbero “fidarsi ciecamente” di tutto ciò che gli strumenti di intelligenza artificiale dicono. Pichai ha sottolineato che i modelli di IA sono soggetti a errori e che “gli utenti devono imparare a usare questi strumenti per ciò in cui sono efficaci” insieme ad altri strumenti. Nel frattempo, Google prepara il lancio di Gemini 3.0 e ha già introdotto una “AI Mode” nel suo motore di ricerca basata sul chatbot Gemini.
Interrogato sulla possibilità di una bolla speculativa nel settore, Pichai ha ammesso che nessuna azienda sarebbe immune dalle conseguenze, Google inclusa. Ha però tracciato un parallelo con la bolla di Internet, sostenendo che nonostante gli investimenti eccessivi di allora, nessuno oggi metterebbe in discussione il profondo impatto della rete. Secondo Pichai, l’attuale momento presenta elementi sia razionali che irrazionali.
Anche altre figure del mondo finanziario condivodono preoccupazioni sulla sopravvalutazione del settore IA, riporta il Guardian. Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, si è dichiarato “molto più preoccupato rispetto ad altri” riguardo alla possibilità di una seria correzione dei mercati azionari in un orizzonte temporale che va dai prossimi sei mesi ai due anni, complicata ulteriormente da tensioni geopolitiche e instabilità macroeconomica.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/03/2025).

