Si fa risalire la fondazione della logica ad Aristotele, IV secolo avanti Cristo. La logica intesa come scienza formale e simbolica dei ragionamenti. Formale, nel senso che cerca di prescindere dal contenuto dei ragionamenti e si concentra sulla loro forma; simbolica, nel senso che per fare questo usa dei simboli. Per Aristotele, la logica è una sorta di calcolo dei concetti, che avrebbe dovuto aiutare gli scienziati, un òrganon, uno strumento per fare scienza. La logica avrà un grande futuro, ma nella scienza giocherà un ruolo secondario. Sarà infatti la matematica il linguaggio e il metodo della ricerca scientifica e non la logica.
Poco tempo dopo di Aristotele, il filosofo stoico Crisippo, III secolo avanti Cristo, riformerà profondamente la logica. Essa non è più calcolo dei concetti, ma studio delle inferenze proposizionali. Crisippo difende l’oggettività del lectòn, cioè di “ciò che viene inteso o detto”. Un lectòn completo è quello che noi chiamiamo “proposizione”, cioè ciò che oggettivamente sta dietro agli enunciati. Se, ad esempio, diciamo “la neve è bianca”, oppure “the snow is white”, l’enunciato è diverso, ma la proposizione è la stessa. I celebri modus ponens e modus tollens, sono stati introdotti dagli stoici e non da Aristotele. Questa concezione della logica avrà molto successo, tanto che si può dire che, in un certo senso, la logica oggi è ancora soprattutto la scienza dei lectà.
Nella seconda metà dell’Ottocento, facendo un salto di più di duemila anni, Gottlob Frege ripensò e arricchì profondamente la logica. Da un lato, introdusse il calcolo dei predicati, dall’altro provò a ricondurre la matematica alla logica. Quest’ultima idea è sostanzialmente fallita, non solo per il paradosso di Russell e i teoremi di incompletezza di Gödel, ma anche per l’immensità della matematica contemporanea, di cui, in fondo la logica è solo una piccola parte, certo incapace di rappresentare il tutto. Ciò malgrado, essa è stata alla base dell’odierna rivoluzione della tecnologia dell’informazione. In fondo, tutti i nostri device, compiono complicate operazioni, comprese quelle aritmetiche, tramite porte logiche. Non solo, Turing, nel tentativo di comprendere che cosa voglia dire calcolare, introdusse la nozione di “macchina universale”, cioè una macchina in grado di simulare tutte le possibili macchine. I nostri desktop, i nostri tablet e i nostri cellulari sono tutti macchine universali di Turing. Ogni volta che scarichiamo una app, sfruttiamo proprio la loro universalità. Infatti, dopo il download il nostro device è in grado di eseguire il task a cui quell’app è dedicata.
La lezione di Frege fu seguita soprattutto da due dei maggiori filosofi del Novecento, cioè Bertrand Russell e Rudolf Carnap. Essi scoprirono un nuovo compito per la logica, cioè quello di essere parte integrante del linguaggio della filosofia. Oggi è in effetti impossibile fare filosofia seriamente senza conoscere bene la logica.
Nel 1950 Alan Turing pubblica un articolo sull’importante rivista filosofica Mind, che si chiede se le macchine possano pensare. Questo saggio geniale e profetico sarà il punto di partenza di quella che nel 1956 verrà chiamata “intelligenza artificiale”, cioè il progetto di produrre macchine che simulino i comportamenti umani intelligenti. La logica, che era stata la madre dei calcolatori, la faceva da padrona. Quasi tutti i grandi promotori di questo progetto di ricerca, da Herbert Simon a Marvin Minsky, erano convinti che l’intelligenza umana fosse sostanzialmente logica. Negli stessi anni, Irving Copi negli Stati Uniti e Tamàs Varga in Ungheria, proposero la logica come elemento fondamentale della formazione della persona e del cittadino.

In realtà, un po’ alla volta si scoprì che la nostra intelligenza non è logica. Gli psicologi connessionisti notarono che il nostro cervello è una complessa rete che elabora l’informazione in modo diffuso e sparso. Gli psicologi cognitivi, come Kanheman e Twersky, si resero conto che la nostra mente è piena di bias che servono per ragionare in fretta in contesti di incertezza, ma sono logicamente sbagliati. A dire il vero, anche Simon lo aveva capito. Un po’ alla volta, i modelli di intelligenza artificiale proposti dagli psicologi presero piede, fino a quando nel 2012 le reti neurali si imposero per la loro efficacia. E così l’intelligenza artificiale diventò non solo un progetto di ricerca, ma una parte integrante nella tecnologia che usiamo tutti i giorni.
Nel novembre del 2022 è stata rilasciata ChatGPT, ma i ricercatori ci stavano lavorando almeno dal 2017. Il fenomeno è impressionante. Questa nuova tecnologia è veramente in grado di simulare comportamenti verbali molto complessi, recuperare informazioni, creare immagini, raccontare storie, scrivere poesie, tradurre, riassumere e programmare. Siamo certamente di fronte a un’importante rivoluzione tecnologica ed economica. Qui però voglio sottolineare il suo rapporto con la logica. Abbiamo visto che la logica è stata fondamentale nell’avvio della tecnologia dell’informazione. E per questa ragione molti immaginavano che avrebbe anche contribuito in modo determinante allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Non è stato così. Così come la storia ha mostrato che il luogo naturale della logica non è la scienza, ma la filosofia, così abbiamo compreso che l’intelligenza non è logica.
Questo significa che la logica non è importante? Al contrario. La logica ha partecipato al formarsi della tecnologia dell’informazione, ma non va confusa con questa importante applicazione. La logica non è un buon modello dell’intelligenza umana perché è un buon modello dei lectà, cioè di qualcosa di molto più oggettivo. Essa sovraintende alla razionalità astratta, non a quella concreta della vita quotidiana. Questo vuol dire che la logica non abbia valore formativo? Al contrario, in quanto modello di razionalità essa è il benchmark a cui tutti dobbiamo conformarci, in particolare la filosofia come disciplina scientifica.
Letture consigliate
Purtroppo, non è facile trovare un buon libro di storia della logica che sviluppi gli elementi che ho brevemente presentato. Resta comunque valido W.C. Kneale, e M. Kneale, Storia della logica, Einaudi, 1972. Sulla figura di Turing è fondamentale A. Hodges, Alan Turing. Storia di un enigma, Boringhieri, 2014. Sulla storia dell’intelligenza artificiale vale la pena leggere, M. Mitchell, Intelligenza artificiale, Boringhieri, 2022. Sull’avvento di ChatGPT è ottimo N. Cristianini, Machina sapiens, Il Mulino, 2024.

