Un team di ricercatori della Johns Hopkins University, Stanford e Columbia ha raggiunto un importante traguardo nella chirurgia robotica autonoma, eseguendo con successo otto colecistectomie su organi di maiale senza alcun intervento umano. I robot, addestrati su video di interventi eseguiti da chirurghi umani attraverso reti neurali (simili a quelle che fanno da base a strumenti come Chatgpt), hanno completato tutte le operazioni con un tasso di successo del 100%, correggendo autonomamente gli errori e adattandosi alle variazioni anatomiche.
Lo studio è stato pubblicato su Science Robotics. Secondo gli autori, si tratta di “una pietra miliare verso l’adozione clinica” di sistemi chirurgici autonomi. Anche il Royal College of Surgeons britannico ha definito la ricerca “uno sviluppo entusiasmante” e particolarmente promettente. L’esperto di chirurgia robotica del NHS John McGrath ha parlato di risultati “impressionanti” e sottolineato il potenziale per una chirurgia di massa più precisa e meno invasiva. I robot sono risultati leggermente più lenti dei chirurghi umani, ma più fluidi e sistematici. McGrath avverte però che l’applicazione clinica è ancora lontana: restano infatti irrisolti i problemi legati alla variabilità del corpo umano vivo.
Secondo Nuha Yassin del Royal College of Surgeons, la sfida ora è valutare con cautela come tradurre questi risultati nel contesto del trattamento del corpo umano. Nel frattempo, il governo britannico prevede che entro dieci anni il 90% degli interventi mininvasivi nel NHS sarà eseguito con l’assistenza di robot, contro il 20% attuale.
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