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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Clonazione vocale IA: il mondo dello spettacolo si mobilita

Clonazione vocale

Cresce la protesta del mondo dello spettacolo contro la clonazione vocale tramite intelligenza artificiale. Oltre 80 personalità, tra cui Matt Lucas, Hugh Bonneville e Nicola Coughlan, hanno scritto al Primo Ministro Andy Burnham chiedendo una legge che riconosca a ogni cittadino britannico il diritto legale sulla propria voce.

Il problema è reale: bastano pochi secondi di audio per creare un clone vocale rudimentale, mentre poche ore di registrazione permettono di ottenere imitazioni quasi indistinguibili dall’originale. Alice Sockett, narratrice di audiolibri e promotrice della campagna, parla senza mezzi termini di “una minaccia esistenziale per l’intero settore“, denunciando un furto di voce sempre più frequente. Il governo, dal canto suo, riconosce l’ambivalenza della tecnologia: se da un lato le repliche digitali possono essere uno strumento utile per l’industria creativa, dall’altro comportano rischi concreti. Per questo è stata annunciata una consultazione pubblica volta a bilanciare tutela dei creatori e innovazione.

Tra i firmatari anche la cantante Sandi Thom, che rivendica il legame profondo tra voce ed emozione, e l’attrice Siobhán McSweeney, convinta che il pubblico cerchi ancora un’autentica connessione umana, non un surrogato artificiale. Non manca però chi vede nell’IA un’opportunità: c’è chi, colpito da malattie che compromettono la parola, ha ritrovato grazie ai cloni vocali un modo per farsi sentire dai propri cari.

Leggi l’articolo completo Matt Lucas and Hugh Bonneville among actors calling for law on AI voice cloning su BBC.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/02/2025).

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