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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Il co-fondatore di Anthropic sostiene che l’IA ha un acceleratore ma non un freno

Una mano robotica che sorregge il pianeta Terra

Jack Clark, co-fondatore di Anthropic, lancia un allarme chiaro: l’intelligenza artificiale si sta avvicinando a un punto di non ritorno, in cui potrebbe svilupparsi autonomamente, senza più bisogno dell’intervento umano. «L’industria dell’IA ha un acceleratore, ma non ha un freno», ha dichiarato a BBC Newsnight. «Dobbiamo poter rallentare quando necessario.»

Il segnale più concreto di questa traiettoria riguarda Claude, il chatbot di punta di Anthropic: oggi l’80% del codice su cui opera è scritto dal sistema stesso. Secondo Clark, arrivare al 100% è questione di due anni, con conseguenze potenzialmente enormi. Per Clark la risposta non può che essere normativa. Così come la società seppe regolamentare il boom petrolifero a inizio Novecento, oggi servono nuove regole che garantiscano fiducia e controllo democratico sull’IA. Una posizione che però non è priva di contraddizioni: Anthropic, difatti, ha appena accolto con favore un ordine esecutivo di Trump sull’IA che non prevede test di sicurezza obbligatori per le aziende.

Sul fronte economico, Clark riconosce i rischi: gli agenti IA potrebbero sostituire intere categorie di lavoratori, e i licenziamenti di massa nel settore tech degli ultimi mesi ne sono un segnale. Tuttavia, resta ottimista per chi sa coltivare creatività e pensiero critico. «Le persone curiose, che leggono e hanno interessi ampi, sono quelle che trarranno più vantaggio da questa tecnologia», conclude.

Leggi l’articolo completo We need to stop AI developing without humans, says Anthropic co-founder su BBC.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/08/2025).

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