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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Come l’IA sta rivoluzionando l’ecosistema scientifico

un laboratorio scientifico con due ricercatori al lavoro al computer. Immagine astratta stile acquarello dai toni azzurri

L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente il modo di fare scienza, dalla formulazione delle ipotesi all’elaborazione dei dati, fino alla traduzione dei risultati in soluzioni concrete. A sostenerlo è Yossi Matias, vicepresidente globale di Google e responsabile della divisione Research, intervistato a margine del primo evento “Research@” organizzato dall’azienda in Europa, nel cuore di Varsavia.

Le tecnologie di machine learning e di IA generativa permettono oggi di collegare ambiti disciplinari tradizionalmente separati, accelerando un ciclo di scoperta che diventa continuo. L’intelligenza artificiale non è più solo uno strumento di calcolo ma una sorta di co-scienziato, capace di leggere la letteratura scientifica, proporre esperimenti e rendere più accessibile il lavoro di ricerca anche ai giovani scienziati. Gli esempi concreti non mancano. Earth AI, ad esempio, è una piattaforma che combina dati e modelli globali per affrontare emergenze climatiche e sanitarie, mentre gli algoritmi quantistici come Quantum Echoes aprono nuove prospettive nello studio di materiali e molecole, mentre il sistema di previsione delle alluvioni, nato come progetto pilota in India e Bangladesh, oggi copre oltre 150 Paesi e serve più di 200 milioni di persone.

L’obiettivo dichiarato, dunque, è quello di costruire un ecosistema scientifico aperto, in cui l’intelligenza artificiale diventi un alleato stabile della ricerca e contribuisca a risolvere problemi concreti con velocità e precisione mai raggiunte prima.

Leggi l’articolo completo Il vicepresidente di Google Yossi Matias, “Ecco come l’IA può fare squadra con gli scienziati” su La Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/05/2025).

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