Il Comic-Con di San Diego ha ritirato la sua politica permissiva sulla’IA generativa in seguito a una mobilitazione della comunità artistica, riporta 404 Media.
La convention, che durante le scorse edizioni ammetteva l’esposizione di opere AI purché non in vendita, etichettate come tali e con crediti agli artisti originali il cui stile era stato utilizzato, ha vietato del tutto questo materiale dopo 24 ore dalle proteste online. La nuova norma stabilisce dunque che il materiale creato parzialmente o interamente dall’IA non è ammesso all’interno della mostra d’arte. La decisione rappresenta una piccola vittoria per gli artisti professionisti in un settore dove le opportunità lavorative si riducono progressivamente.
La mobilitazione è stata guidata da artisti professionisti, tra cui Karla Ortiz, che considerano l’IA generativa una tecnologia estrattiva e una minaccia diretta alla loro sussistenza. Secondo le testimonianze raccolte, l’integrazione dell’IA nei processi di produzione dei grandi studios sta già riducendo la durata dei progetti e le opportunità di lavoro per illustratori e concept artist.
La protesta ha evidenziato il paradosso di ospitare tecnologie addestrate proprio sui lavori degli artisti in un evento nato per celebrarli. Per Ortiz e altri, il Comic-Con rappresenta un luogo sacro per la comunità creativa, e normalizzare l’IA in questo contesto equivale a legittimare uno strumento “sfruttatore” addestrato sulle opere degli artisti senza il loro consenso nè alcun compenso.
L’organizzatore dell’art show Glen Wooten ha spiegato che le vecchie regole risalivano agli esordi dell’IA generativa e non riflettevano più la posizione della convention.
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