L’intelligenza artificiale è entrata negli spogliatoi di calcio — non per analizzare gli atleti, ma i tifosi. Difatti, i più grandi club europei stanno adottando strumenti di AI per trasformare milioni di appassionati in profili da studiare, segmentare e monetizzare con precisione chirurgica.
Il caso più recente è quello del Liverpool, che ha annunciato una partnership con SAS, colosso americano dell’analisi statistica. Il club integrerà le piattaforme SAS Customer Intelligence 360 e SAS Viya per ottimizzare campagne di comunicazione e processi decisionali basati sui dati: l’obiettivo è raggiungere il tifoso giusto, con il messaggio giusto, nel momento giusto, ovunque nel mondo. Quanto detto, tuttavia, non è un caso isolato. Difatti, la Premier League ha sviluppato con Microsoft un assistente digitale integrato nella propria app ufficiale, capace di attingere a trent’anni di statistiche, 300mila articoli e 9.000 video per rispondere a domande e fornire analisi in tempo reale. Le email ai tifosi, arricchite da strumenti Adobe, non sono più newsletter: sono conversazioni costruite algoritmicamente per sembrare personali.
Oltre l’oceano, invece, il Nashville Soccer Club usa tecniche di elaborazione del linguaggio naturale per analizzare il sentiment dei tifosi in tempo reale. Società come NTT Data portano questo approccio all’Arsenal e al Paris FC: modellare preferenze per costruire pubblicità mirate e proposte su misura, trasformando il tifoso da consumatore occasionale in sottoscrittore permanente di un’identità collettiva.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/05/2026).

