Il governo Trump, tramite l’EPA (Environmental Protection Agency, l’agenzia federale statunitense per la tutela ambientale), ha proposto una modifica che eliminerebbe l’obbligo di notifica pubblica sulle emissioni dei nuovi progetti di data center. dai nuovi progetti di data center. Oggi il Clean Air Act impone alle fonti considerate “minori” di comunicare, tramite le autorità statali, la quantità di inquinanti che i nuovi impianti potrebbero rilasciare. La modifica eliminerebbe questo vincolo, lasciando a Stati ed enti locali la scelta se rendere pubbliche o meno queste informazioni.
Poiché molte amministrazioni sostengono l’espansione dei data center, gli osservatori ritengono improbabile che introducano volontariamente requisiti più severi. Secondo l’ex funzionario EPA Joe Goffman, la misura punta a ridurre le critiche e il controllo pubblico sui data center, molti dei quali frazionano le richieste di permesso per restare sotto la soglia “minore” ed evitare revisioni federali più rigorose. Senza questi dati, le comunità perderebbero strumenti legali e informativi per contestare l’impatto ambientale degli impianti.
L’EPA giustifica la proposta come una semplificazione amministrativa a sostegno dello sviluppo economico. Ma associazioni ambientaliste, come l’Environmental Law and Policy Center, temono un incentivo competitivo tra stati a scapito della trasparenza, mentre cresce la spinta verso data center energeticamente autonomi e meno controllati.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (13/03/2025).

