Un rapporto del 2024 della Bible Society affermava, dati YouGov alla mano, che la frequenza alle funzioni religiose stesse crescendo in Inghilterra e Galles, soprattutto tra i giovani. Peccato che quei dati fossero fraudolenti: il sondaggio è stato ritirato. Il caso, avvertono gli esperti, non è una parabola su un revival cristiano, ma sui falsi profeti dell’intelligenza artificiale.
Difatti, i sondaggi online a partecipazione libera sono sempre più infestati da risposte fasulle: partecipanti pagati usano strumenti automatizzati per compilare questionari su larga scala, distorcendo i risultati che orientano il dibattito pubblico. «Il presupposto che chi risponde sia una persona reale e coerente è ormai saltato», dice Sean Westwood del Dartmouth College. Un agente IA, aggiunge, può essere istruito con una sola frase per distorcere sistematicamente le risposte politiche, restando invisibile ai filtri standard.
Tra i bersagli i giovani sono i profili più imitati, perché i sondaggi ne cercano sempre, creando un positivity bias che gonfia artificialmente le stime. E correggere la disinformazione prodotta da questi dati costa enormemente più che diffonderla, come ricorda David Voas dell’UCL. YouGov dichiara di usare controlli d’identità, geolocalizzazione e scoring in tempo reale — ma la tecnologia evolve più in fretta di qualsiasi contromisura.
Leggi l’articolo completo ‘Our assumptions are broken’: how fraudulent church data revealed AI’s threat to polling su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/03/2026).

