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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Come i deepfake colpiscono privacy e profitti

algoritmi reiventano la storia. scritta deepfake bianca su sfondo blu scuro

L’avvento dell’IA generativa ha scatenato un mercato illecito di deepfake pornografici, alimentato dal furto sistematico dell’immagine delle creatrici e dei creatori di contenuti per adulti. I corpi delle vittime vengono estratti dai database per addestrare app denudatrici e generare cloni virtuali senza alcun consenso. Questo sfruttamento digitale colpisce i profitti delle creator e dei creator, i cui doppi sintetici sono utilizzati per truffare i fan o partecipare a prestazioni mai realmente eseguite, trasformando la loro identità professionale in un prodotto fuori controllo.

Oltre ai danni commerciali, le vittime subiscono traumi psicologici legati alla perdita di dominio sul proprio corpo online. Gli esperti classificano questi effetti come “danni incarnati”, responsabili di dismorfofobia, ansia profonda e isolamento. La consapevolezza che oltre diecimila terabyte di materiale pornografico siano esposti al saccheggio costante degli algoritmi rende parziale ogni difesa basata sul copyright, lasciando le donne e gi uomini vulnerabili di fronte a un’aggressione percepita come una nuova forma di violenza sessuale.

Sul fronte normativo, le tutele si rivelano purtroppo inadeguate. Leggi statunitensi come il Take It Down Act introducono meccanismi di rimozione immediata che rischiano di essere strumentalizzati per segnalare falsamente il porno legale. Gli sforzi per tutelare i diritti attraverso contratti per cloni digitali ufficiali risultano insufficienti, poiché l’impossibilità tecnica di bloccare ogni singola violazione rende vana qualsiasi barriera contro gli abusi sul web.

Leggi l’articolo completo “The shock of seeing your body used in deepfake porn “ su MIT Technology Review.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/01/2026).

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