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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Per i deepfake è meglio certificare il vero che il falso, secondo Mosseri

Profilo di Angelina Jolie

L’intelligenza artificiale genera volti, voci e scene così credibili da rendere quasi impossibile ormai distinguere realtà e finzione. I deepfake non sono più esperimenti confinati ai laboratori: sono entrati nel flusso quotidiano di notizie e intrattenimento, minando la fiducia tra chi pubblica contenuti e chi li guarda.

Adam Mosseri, capo di Instagram, prevede che entro pochi anni i contenuti generati supereranno numericamente quelli reali: “Passeremo dal dare per scontato che ciò che vediamo sia reale a un atteggiamento più scettico“, spiega. Oltre a ciò, l’intelligenza artificiale migliorerà ancora, producendo immagini e video sempre più realistici, senza quegli elementi che oggi tradiscono l’artificiosità come corpi deformati o texture troppo levigate. Per questa ragione, la proposta di Mosseri è di cambiare strategia: “Sarà più pratico autenticare i media reali invece di marcare quelli falsi“, sostiene. Questo potrà essere possibile attraverso, ad esempio, fotocamere che certificano digitalmente gli scatti nel momento stesso in cui vengono catturati, rendendo l’autenticità verificabile alla fonte anziché inseguire i falsi dopo la pubblicazione.

In questo scenario, dunque, con Meta che spinge sempre di più riempire i feed social con i contenuti generati dall’IA, si apre un paradosso: più l’intelligenza artificiale renderà facile creare contenuti perfetti, più diventerà prezioso ciò che è imperfetto e umano, dando maggiore importanza alle figure dei content creator.

Leggi l’articolo completo Smascherare i deepfake è una fatica inutile. Conviene certificare la realtà su la Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (06/06/2025).

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