Il chatbot di DeepSeek risponde e si censura in tempo reale, rendendo visibili alcuni aspetti del suo sistema di controllo dell’informazione e dell’opinione.
Il Guardian riferisce che DeepSeek R1 sembra capace di fornire risposte sorprendentemente ragionate e riflessive, prima che intervenga la censura. A partire dalle segnalazioni di alcuni lettori, la testata ha raccolto diversi episodi che testimoniano l’inaspettato comportamento del chatbot davanti agli occhi degli utenti increduli. Le differenti esperienze suggeriscono tuttavia una certa variabilità per quanto riguarda la “libertà” di parola e ragionamento del modello R1.
Un esempio è la conversazione di un utente messicano, che ha chiesto a DeepSeek R1 se la libertà di espressione fosse un diritto riconosciuto in Cina. Dopo aver inquadrato in che modo affrontare la questione, il chatbot ha iniziato a rispondere in modo dettagliato, menzionando anche il ruolo dello Stato nella repressione del dissenso. A quel punto, ha improvvisamente cancellato l’intera risposta, sostituendola con un messaggio evasivo: “Mi dispiace, ma non so ancora come affrontare questo tipo di domanda. Parliamo invece di matematica, programmazione e problemi di logica”.
Trattandosi di una tecnologia open source, il modello e il chatbot di DeepSeek R1 possono essere scaricati separatamente. Questo, spiega il Guardian, rende possibile scaricare il modello di base privo delle restrizioni cinesi. Il chatbot disponibile online potrebbe invece apparire “confuso” nel comprendere il grado di censura da applicare. L’azienda ha dichiarato che R1 agisce in maniera indipendente a livello legale e funzionale, ma sul piano internazionale “il suo status è molto influenzato da fattori politici”.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025)

