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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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EDIH-PAI – Dalla carta al digitale: le cooperative riscrivono la propria amministrazione

Edih-Pai Novara

Novara laboratorio di transizione amministrativa

Giovedì 27 novembre, alla Scuola di musica Dedalo di Novara, le cooperative sono salite in prima linea nella sfida della trasformazione digitale. L’incontro “Dalla carta al digitale: la transizione amministrativa nelle cooperative e la sfida dell’inclusione”, promosso dal Consorzio Il Nodo nell’ambito del progetto europeo EDIH-PAI, ha trasformato un tema spesso percepito come tecnico, la digitalizzazione degli adempimenti amministrativi e gestionali, in un terreno strategico di innovazione organizzativa e crescita collettiva.

In sala, dirigenti cooperativi, tecnici, consulenti e operatori si sono confrontati su una tesi ormai inaggirabile: passare dal cartaceo al digitale non significa solo adottare nuovi software, ma ripensare il modo in cui le organizzazioni decidono, lavorano e includono persone e competenze.

Oltre gli strumenti: quando il digitale cambia la cultura

L’apertura affidata a Irene Bongiovanni, presidente de Il Nodo c.s.c.s., ha messo subito a fuoco il cuore del problema: la digitalizzazione amministrativa, per le cooperative, è una rivoluzione silenziosa che tocca il quotidiano di chi lavora in segreteria, in amministrazione, nella governance. Non è un cambio di modulistica, ma un cambio di mentalità.

Ripercorrendo il proprio percorso tra comunicazione, cooperazione e innovazione sociale, Bongiovanni ha ricordato come la spinta al digitale vada governata, non subita: significa affiancare alle tecnologie una visione che tenga insieme efficienza, trasparenza e inclusione, evitando che la complessità normativa e tecnologica si traduca in nuove barriere.

Il messaggio è chiaro: la transizione amministrativa è un’occasione per rafforzare l’identità cooperativa, non per snaturarla. Ma richiede investimenti in formazione, ascolto interno e capacità di accompagnare il cambiamento, passo dopo passo.

Strategie di cambiamento: tecnologia e persone nella stessa direzione

Il confronto si è sviluppato intrecciando contributi teorici ed esperienze sul campo. Ilan Misano, professore a contratto all’Università di Torino e AD di X-Applied s.r.l., ha evidenziato come le piattaforme digitali possano semplificare procedure, ridurre errori, migliorare il controllo dei dati, a patto che siano inserite in una governance chiara e orientata al lungo periodo. La tecnologia funziona davvero quando rende più leggibili i processi decisionali, non quando li complica.

Da parte sua, Danilo D’Elia, AD di Node soc. coop – Digital Innovation Hub, ha portato la prospettiva di chi accompagna le organizzazioni nel cambiamento: progettare la transizione amministrativa significa fare un lavoro “a misura di cooperativa”, partendo dai bisogni reali, mappando i flussi e costruendo soluzioni che parlino la lingua di chi, quotidianamente, quei sistemi li deve usare.

In filigrana è emersa una linea comune: la digitalizzazione amministrativa non si può calare dall’alto. Va co-progettata con chi opera negli uffici, nei servizi, nella governance, riconoscendo il valore delle competenze interne e affiancandole con strumenti e supporti adeguati.

Compliance, governance e nuovi modelli organizzativi

La sessione successiva ha guardato alla dimensione più strutturale del cambiamento. Antonio Celentano, direttore amministrativo del Consorzio Naos, ha rimarcato come l’evoluzione normativa e la crescente complessità degli adempimenti rendano imprescindibile una gestione digitale integrata: archivi, flussi documentali, scadenze e controlli richiedono sistemi che dialoghino fra loro, riducendo il margine di errore e alleggerendo il carico burocratico sulle persone.

Andrea Mussa, responsabile Ufficio Societario di Unioncoop Torino s.c., ha intrecciato l’esperienza in ambito societario con il tema dell’innovazione digitale: per le cooperative, la vera sfida è trasformare la compliance da adempimento “subito” a leva di qualità organizzativa. Strumenti digitali avanzati possono migliorare trasparenza, tracciabilità delle decisioni, accesso alle informazioni per soci e stakeholder, rafforzando al tempo stesso partecipazione interna e fiducia.

Qui il riferimento al ruolo di EDIH-PAI è diventato concreto: l’hub europeo, finanziato dal fondo NextGenerationEU, non si limita a promuovere strumenti, ma costruisce percorsi di accompagnamento che integrano formazione, consulenza e networking, mettendo in relazione PA, PMI, cooperative, imprese sociali e cittadini. Per il mondo cooperativo questo significa poter contare su un ecosistema di supporto, non affrontare la transizione da soli.

Il filo rosso dell’inclusione: una transizione per tutte e tutti

A tenere insieme le voci della giornata è stata la moderazione di Silvia Botti, architetto e giornalista, direttrice di One Works Foundation e presidente della Fondazione Giovanni Michelucci. Con uno sguardo capace di collegare strategia e pratica, Botti ha riportato continuamente il dibattito su un punto cruciale: che cosa significa, in concreto, parlare di “sfida dell’inclusione” nella transizione amministrativa?

Emergono alcune risposte condivise. Inclusione significa:

  • evitare che il digitale crei nuove disuguaglianze tra chi ha competenze e chi no;
  • progettare strumenti usabili, con interfacce chiare e percorsi guidati;
  • prevedere formazione e accompagnamento per chi lavora in amministrazione, nei servizi, nei ruoli di coordinamento;
  • garantire che i processi digitali restino coerenti con i valori cooperativi di partecipazione, mutualità e responsabilità condivisa.

La digitalizzazione, in questo senso, diventa banco di prova della capacità delle cooperative di rinnovarsi senza perdere il proprio DNA.

EDIH-PAI: un ecosistema per la trasformazione digitale cooperativa

Nel corso dell’incontro è stato più volte richiamato il ruolo di EDIH-PAI (Public Administration Intelligence) come infrastruttura abilitante della transizione digitale. Il progetto, sostenuto da NextGenerationEU, nasce per guidare pubbliche amministrazioni e organizzazioni della social economy verso una trasformazione significativa e sostenibile, creando connessioni tra soggetti e territori.

Per le cooperative, questo si traduce in:

  • percorsi di formazione mirata su competenze digitali e gestione del cambiamento;
  • consulenza personalizzata per ripensare processi amministrativi e modelli organizzativi;
  • occasioni di networking per condividere buone pratiche e sperimentare soluzioni comuni;
  • supporto nell’adozione di soluzioni digitali affidabili, capaci di migliorare efficienza e qualità dei servizi.

“Dalla carta al digitale” ha reso visibile come la transizione amministrativa, se accompagnata da un ecosistema come EDIH-PAI, possa diventare un percorso collettivo, non una corsa individuale di ogni singola organizzazione.

Cosa resta: una transizione che rafforza l’identità cooperativa

La giornata di Novara ha lasciato un’eredità chiara: la trasformazione amministrativa non è un capitolo tecnico da delegare agli uffici, ma una scelta strategica che tocca l’identità stessa delle cooperative. Digitalizzare significa decidere come si lavora, come si condivide l’informazione, come si rendono leggibili le responsabilità, come si coinvolgono le persone.

Se la carta ha rappresentato per decenni la “memoria” delle organizzazioni, oggi il digitale può diventare la trama su cui scrivere una nuova stagione, più efficiente ma anche più trasparente, accessibile e inclusiva. A condizione che la tecnologia resti uno strumento al servizio delle persone, e non il contrario.

È questo il messaggio che l’incontro di Novara consegna al mondo cooperativo: la transizione amministrativa, quando valorizza insieme innovazione tecnologica e competenze umane, non indebolisce le cooperative, le rende più pronte ad affrontare il futuro.

Immagini generate tramite ChatGPT. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025).

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