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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Nell’era dell’automazione, il lavoro manuale è il nuovo trend

Disuguaglianze sociali e IA: impatto dell’automazione su persone vulnerabili

L’automazione sta incidendo in modo significativo sul mercato del lavoro e a farne le spese, per il momento, sono soprattutto i profili “white collar” e i ruoli entry-level. Le prime mansioni ad essere assorbite dall’IA, infatti, sono quelle più ripetitive e procedurali, con effetti visibili soprattutto sulle opportunità di ingresso per i giovani.

La storia di Jacqueline Bowman lo mostra bene: passata dall’essere una copywriter freelance, si è ritrovata con meno incarichi dopo l’introduzione di strumenti generativi, diventando una “revisora” di bozze sintetiche. La perdita dell’assicurazione sanitaria l’ha poi spinta a riqualificarsi come terapista, scommettendo su un settore dove l’empatia umana resiste meglio agli algoritmi. Anche Janet Feenstra, editor in Svezia, ha preferito lavorare in una panetteria, temendo che l’automazione potesse svuotare il suo ambito professionale. Non sono casi isolati, ma segnali di una tendenza.

Sebbene esperti come Carl Benedikt Frey invitino alla cautela, la spinta verso i mestieri tecnici come scudo contro la precarietà è chiara. Scegliere un mestiere manuale significa spesso accettare stipendi inferiori e maggiore fatica fisica, mettendo in discussione il proprio status. Nel frattempo, sono in aumentano le iscrizioni a percorsi professionali, considerati più stabili nel breve periodo prima che il cambiamento diventi definitivo.

Leggi l’articolo completo ” The big AI job swap: why white-collar workers are ditching their careers ” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/12/2024).

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