Robot umanoidi hanno preso il centro della scena lunedì scorso durante il gala annuale del Capodanno della China Media Group, la trasmissione ufficiale più seguita in Cina. Si sono lanciati in affondi e capriole, hanno girato su sé stessi e saltato — e nessuno è caduto. L’esibizione, sviluppata da diverse aziende cinesi di robotica, ha incluso kung fu, sketch comici e coreografie accanto a performer umani, suscitando un interrogativo immediato: se i robot sanno già danzare e praticare arti marziali, cos’altro sono in grado di fare?
Gli esperti sono divisi nella risposta a questo quesito. Secondo Kyle Chan della Brookings Institution, Pechino usa queste performance per “stupire il pubblico con il potere tecnologico cinese“, rivendicando un primato sugli Stati Uniti proprio nel campo dei robot umanoidi. D’altro canto, Georg Stieler, consulente globale in robotica, riconosce i progressi — soprattutto nella sincronia e nella stabilità del movimento — ma avverte: le prestazioni sul palco non equivalgono ancora alle performance umane, in quanto i robot eseguono routine apprese migliaia di volte e non saprebbero adattarsi a istruzioni improvvisate o ambienti non strutturati.
Nonostante ciò, però, il quadro industriale retrostante è imponente: entro il 2024 la Cina contava 451.700 aziende di robotica, con un capitale di circa 932 miliardi di dollari e Morgan Stanley prevede che le vendite di robot umanoidi raddoppieranno nel 2026.
Leggi l’articolo completo China’s dancing robots: how worried should we be? su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (18/02/2026).

