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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’Estonia introduce ChatGPT nelle scuole superiori

Ragazzo con negli occhi la scritta ChatGPT. Immagine in sitle acquarello disegno a mano, toni azzurri e blu.

Durante i giorni dedicati al World AI Cannes Festival (WAICF), quinta edizione della conferenza internazionale dedicata alle tecnologie moderne che si è tenuta il 12 e 13 febbraio, la ministra estone dell’Istruzione Kristina Kallas ha illustrato i primi sviluppi di AI Leap, ovvero il programma nazionale che introduce ChatGPT nelle scuole superiori. Infatti, prima è stata prevista una formazione di 5 mila docenti. Poi, da febbraio sono state distribuite le licenze a circa 15 mila studenti tra i 16 e i 18 anni, con un monitoraggio triennale affidato a ricercatori della Stanford University e dell’Università di Tartu.

AI Leap nasce dalla collaborazione con OpenAI, che ha sviluppato una versione appositamente dedicata, ChatGPT Edu, coperta da una licenza master specifica per le scuole estoni. Secondo Kallas, i dati degli studenti sono conservati su server europei e trattati nel rispetto delle norme Ue. È stato spiegato che i log vengono anonimizzati prima dell’analisi scientifica. Tuttavia, sembrerebbe che per la ministra la protezione dei dati non sia realmente il nodo principale, quanto invece lo potrebbe essere la sfida di evitare che l’IA sostituisca il pensiero critico degli studenti.

Questo progetto ha per obiettivo quello di riprogettare la didattica. Anziché puntare sul divieto di usare i modelli linguistici, che già sono presenti sui telefoni degli studenti, è stato scelto di investire sull’insegnamento di un impiego considerato “significativo”, ovvero in grado di rafforzare competenze cognitive, analitiche e socio-emotive. Compiti tradizionali come riassunti o saggi vengono ripensati in chiave collaborativa, integrando l’IA nel processo e spostando in classe la discussione critica dei risultati prodotti.

Kallas ha spiegato che, in mancanza di un’IA europea, l’Estonia si è trovata a dover scegliere di lavorare con partner americani per non ignorare una tecnologia già diffusa. Inoltre, la ministra respinge l’idea di divieti generalizzati, invitando a scindere bene tra regolazione delle piattaforme e responsabilità degli utenti. Le norme, sostiene, devono colpire le aziende in caso di violazioni, non limitare preventivamente gli adolescenti.

È importante sottolineare che, nonostante le dichiarazioni circa la conservazione dei dati degli studenti in server europei, trattandosi di sistemi AI di OpenAI, né Kristina Kallas né nessun altro può realmente garantire che i dati non verranno realmente impiegati per l’addestramento AI, anche se in modo illegale. Esattamente come molte altre aziende fanno, anche alla luce del sole.

Leggi l’articolo completo: In Estonia ChatGPT arriva in classe. La ministra dell’Istruzione Kallas ci spiega perché, anziché vietare l’AI, è meglio insegnare agli studenti a usarla su wired.it

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/03/2025).

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