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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Etica e Difesa, l’urgenza di un dibattito sugli usi militari dell’IA

mirino di un'arma

“Senza un’etica condivisa, il crescente uso dell’IA nella difesa rischia, nel migliore dei casi, di evolvere secondo interessi commerciali e geopolitici.” Maria Rosaria Taddeo, filosofa e professoressa ordinaria di Etica Digitale e Tecnologie di Difesa presso l’Università di Oxford, sottolinea la necessità di affrontare la questione dell’etica dell’IA in ambito militare e i rischi connessi all’assenza di regole chiare.

La guerra in Ucraina ha dato una forte spinta alla digitalizzazione del settore militare. Le applicazioni dell’IA trovano spazio ad esempio nelle armi autonome, intervenendo in processi decisionali e operativi e stabilendosi come un fattore strategico determinante. In assenza di norme, l’adozione di queste tecnologie rischia di compromettere i diritti fondamentali e minare le fondamenta della democrazia.

Restando escluso dall’AI Act (art.3), al momento il settore militare si trova in un pericoloso vuoto normativo. L’applicazione delle leggi umanitarie internazionali rimane difficile da affrontare, ad esempio nel caso della definizione di responsabilità riguardanti crimini di guerra. Regolamentare è dunque essenziale per bilanciare opportunità e rischi e preservare i valori democratici.
Facendo riferimento a un problema noto nell’ambito dell’etica della tecnologia, Taddeo sottolinea che “la spada incita alla violenza perché è stata progettata, sviluppata, e usata per portare violenza”. Allo stesso modo, gli abusi che coinvolgono l’uso dell’IA sono il risultato di cattivi processi di progettazione, sviluppo e applicazione. Alcuni paesi europei e la NATO hanno adottato i principi etici di trasparenza, controllo e robustezza mutuati da altri settori civili. Tuttavia, è necessario un dibattito pubblico più ampio, che veda la partecipazione di tutti gli attori coinvolti.

Leggi l’articolo completo “La spada e l’algoritmo: perché in guerra è necessaria un’etica dell’intelligenza artificiale” su la Repubblica

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025)

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