Vincere al Fantasy Premier League alla prima stagione, battendo oltre undici milioni di concorrenti, è già di per sé un’impresa. Farlo senza ricorrere all’intelligenza artificiale, in un’epoca in cui sempre più giocatori si affidano agli algoritmi per scegliere la squadra, lo rende ancora più sorprendente.
È quello che è riuscito a fare Erik Ibsen, 23 anni, studente di medicina danese e tifoso dell’Everton, che si è aggiudicato il titolo FPL 2024/25 con 38 punti di vantaggio sul secondo classificato. Tutto è cominciato quasi per caso: sua sorella cercava aiuto per una lega aziendale, e lui ha deciso di iscriversi “per rivalità fraterna“. Eppure, armato di pazienza, di un elaboratissimo foglio Excel e di quattro o cinque ore di analisi quotidiana nell’ultima settimana di stagione, Ibsen ha sbaragliato la concorrenza. La sua chiave? Il contesto. Mentre i tool di IA continuavano a raccomandare i giocatori di City e Arsenal anche nell’ultima giornata — quando le due squadre non avevano più nulla da giocarsi — lui ha scelto diversamente, puntando su profili meno ovvi come i difensori Tarkowski e Guéhi.
Il capitano Bruno Fernandes ha fatto il resto, con 14 punti decisivi. “Non lasciate che i risultati negativi definiscano l’intera stagione“, dice Ibsen.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/05/2026).

