Il nuovo strumento di intelligenza artificiale sviluppato dalla FDA per velocizzare l’analisi dei dispositivi medici, CDRH-GPT, è ancora in fase beta ma già oggetto di critiche. Destinato a supportare la revisione di dispositivi come pacemaker e TAC, lo strumento presenta bug, difficoltà operative e non è integrato ai sistemi interni dell’agenzia. Il contesto è complicato da recenti tagli al personale e da una generale pressione a migliorare l’efficienza con risorse ridotte.
Il commissario Marty Makary ha fissato per il 30 giugno il lancio in tutta l’agenzia, e ha annunciato Elsa, un secondo strumento destinato a compiti più semplici. Secondo fonti interne, entrambi forniscono risultati parziali o imprecisi, non sono in grado di gestire richieste complesse e richiedono ancora supervisione umana. Crescono così le preoccupazioni per la qualità delle revisioni e la sicurezza dei pazienti.
Arthur Caplan, direttore della divisione di etica medica alla New York Univeristy, ha avvertito che la FDA potrebbe muoversi verso l’adozione dell’IA “troppo in fretta, per disperazione”, sottolineando che la revisione accurata dei dispositivi salva-vita non può prescindere da una supervisione umana qualificata.
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