Francia e Malesia si aggiungono all’India nell’azione contro Grok, il chatbot sviluppato da xAI e integrato nella piattaforma X, avviando indagini sulla generazione di deepfake sessuali che coinvolgono donne e minori, riporta TechCrunch. Al centro dei procedimenti c’è la diffusione di immagini non consensuali, pornografiche e potenzialmente illegali.
L’India ha già ordinato a X di bloccare queste funzionalità entro 72 ore, minacciando la revoca delle protezioni legali sui contenuti generati dagli utenti. La procura di Parigi indaga sulla proliferazione di deepfake espliciti, mentre le autorità malesi hanno avviato verifiche sugli “abusi online” legati alla manipolazione digitale di immagini.
Grok ha pubblicato una dichiarazione di scuse dopo aver ammesso di aver generato immagini sessualizzate di due ragazze minorenni. La vicenda solleva rilevanti questioni in termini di responsabilità. TechCrunch riprende il commento di Albert Burneko su Defector, che osserva che Grok “non è un ‘io’ in senso reale”. E non essendo un soggetto giuridico, un sistema IA non può essere ritenuto responsabile. Le scuse del chatbot rischiano dunque di restare simboliche, prive di conseguenze reali. Musk ha dichiarato che gli utenti affronteranno conseguenze legali, ma rimane aperto il problema della governance dei sistemi generativi e della loro capacità di produrre contenuti illegali su richiesta.
Leggi l’articolo completo: French and Malaysian authorities are investigating Grok for generating sexualized deepfakes su TechCrunch
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (12/07/2025).

