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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

FUFF.AI, quanto l’IA può aiutare la consapevolezza su acquisti e investimenti

Termometro FUFFA

Il web è fatto di informazioni che viaggiano veloci e, specialmente sui social, potrebbe capitare di essere presi di mira da annunci che promettono di cambiare la nostra vita in meglio, grazie a promesse di guadagni derivanti dal miglioramento delle nostre attività o alla possibilità di entrare in nuovi settori di mercato, senza dover compiere sforzi eccessivi o possedere competenze tecniche specializzate. Questo grazie anche a metodi innovativi che prevedono (talvolta) l’utilizzo di “Intelligenza Artificiale”.

Districarsi tra i contenuti validi e quelli di mera “fuffa” può diventare un’impresa ardua, anche grazie alle tecniche di comunicazione utilizzate dal creatore del contenuto.

Proprio per questo motivo è nato FUFF.AI (https://fuff.ai/) un innovativo strumento basato sull’Intelligenza Artificiale progettato per aiutare gli utenti a identificare e smascherare le comunicazioni ingannevoli e poco professionali presenti negli annunci online.

Un progetto made in Italy per un web più trasparente

FUFF.AI è frutto di una collaborazione di Giuseppe Gullo (ProfessionAI) e di Germano Milite, Giornalista d’inchiesta fondatore del progetto Fufflix, osservatorio contro le pubblicità ingannevoli a tutela dei consumatori.

L’ambizioso obiettivo è quello di contribuire a contrastare la sempre più dilagante disinformazione a cura di personaggi che si (auto)proclamano guide o guru che cambieranno la vita degli utenti, fornendo proprio a questi ultimi uno strumento di ausilio per consentire di farsi un’idea sull’affidabilità della persona a cui stanno per affidare i propri soldi, ed evitare di cadere in manipolazioni e potenziali pratiche commerciali scorrette… quando non vere e proprie truffe.

Come funziona il Fuffometro? Un’analisi a tre agenti

Il cuore di FUFF.AI è il “Fuffometro”, uno strumento che analizza le pagine web alla ricerca di segnali d’allarme, le cosiddette “red flag”, spesso utilizzate da venditori poco corretti o portali truffaldini.

All’utente è sufficiente inserire il link della pagina del prodotto o del servizio che vorrebbe acquistare, e in meno di un minuto il Fuffometro restituisce il livello di “fuffa” presente all’interno della pagina, calcolato in una base da 0 a 100 (dove 100 rappresenta l’aria fritta allo stato solido). Ma non è un semplice script: il Fuffometro fornisce anche una serie di punti per avvisare l’utente dei possibili elementi da valutare attentamente, aiutandolo a mettere da parte l’emotività sulla quale le tecniche di vendita fanno leva.

L’analisi non si concentra tanto sul prodotto o servizio in sé, quanto sul modo in cui avviene la comunicazione.

L’intelligenza artificiale di FUFF.AI è stata addestrata per riconoscere pattern che sono comuni nelle comunicazioni ingannevoli, come ad esempio la presenza di promesse irrealistiche (quali guadagni facili e veloci, risultati garantiti senza sforzo), sconti esagerati e/o bonus dal valore arbitrario, o ancora l’ utilizzo di termini specifici (comead esempio la presenza delle parole “metodo”, “protocollo”, “generare”, in quanto parole chiave che spesso vengono associate a corsi o sistemi di dubbia efficacia), nonché di ulteriori elementi di storytelling compensativo dell’assenza di risultati e testimonianze concrete.

Per effettuare l’analisi della pagina web (in questa prima versione viene raccomandato di utilizzare la landing page, in quanto l’IA non è ancora al momento in grado di analizzare un intero sito) FUFF.AI si avvale di tre diversi “agenti” che lavorano in sinergia:

  • L’agente “accusatore”, il cui compito è quello di scovare la presenza delle “red flag” all’interno della pagina web.        

  • L’agente “difensore”, il cui compito è quello di trovare eventuali obiezioni valide ai punti evidenziati dall’accusatore, garantendo un’analisi più equilibrata.      
               
  • L’agente “giudice”, l’agente finale, il cui compito è quello di elaborare un giudizio imparziale assegnando un punteggio a ogni elemento di “fuffa” che viene ritenuto valido.          

Un punteggio per misurare la “fuffa”

Il Fuffometro restituisce un punteggio finale che tiene conto sia della quantità che della gravità dei punti di “fuffa” rilevati. Gli autori dell’Agente hanno spiegato il calcolo della fuffa utilizzando la seguente formula:

«il Fuffometro calcola lo score finale come la media degli score dei punti di fuffa rilevati moltiplicata per il logaritmo del numero di punti +1 riscalato sullo score del punto di fuffa peggiore, cioè quello con lo score più alto. Questo permette di definire una penalità che tiene conto sia della quantità che della gravità dei punti di fuffa.»[1]

Un progetto in continua evoluzione e aperto al feedback

Consapevoli della possibilità che il Fuffometro possa avere allucinazioni, e incorrere in falsi sia positivi che negativi, gli sviluppatori hanno implementato un sistema di contatto per consentire ai proprietari della pagina analizzata il confronto e il diritto di replica.

Chi ritiene che ci sia stato un errore nell’analisi può segnalarlo, contribuendo così al miglioramento continuo dello strumento.

In conclusione, FUFF.AI si presenta come uno strumento gratuito e prezioso per navigare nel web con maggiore consapevolezza, aiutando gli utenti, specialmente quelli meno esperti a tutelarsi dalle tecniche di comunicazione ingannevoli presenti nelle landing page di vendita, e poter distinguere le opportunità reali dalle illusioni e a proteggersi dalle insidie della “fuffa” digitale, che per il portafogli e la salute psico-fisica possono avere invece conseguenze più che tangibili.


[1] cfr. https://fuff.ai/, sezione “come”.

Immagini generate tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (2025)

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