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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Google evita vendita Chrome ma affronta restrizioni antitrust USA

lettera G su sfondo astratto acquarellato che richiama il logo di Google

Un giudice federale negli Stati Uniti ha imposto a Google alcune misure antitrust, senza però obbligare l’azienda a vendere Chrome, il suo browser più usato. La sentenza, volta a ripristinare la concorrenza nel mercato dei motori di ricerca, impone all’azienda di porre fine agli accordi esclusivi che rendono Google il motore di ricerca predefinito su telefoni e altri dispositivi, ma consente di continuare a pagare per il precaricamento dei suoi prodotti, inclusi motore di ricerca e chatbot Gemini AI.

Google dovrà condividere alcuni dati di ricerca con terze parti, da questi sono esclusi i dati pubblicitari, e sarà sottoposta a un comitato di supervisione tecnologica per sei anni. Questa decisione arriva successivamente alla causa antitrust avviata dal Dipartimento di Giustizia nel 2020. L’azienda era stata accusata di sfruttare contratti esclusivi per mantenere un monopolio e ostacolare i concorrenti, anche nel settore emergente dell’intelligenza artificiale.

Il giudice Amit Mehta ha sottolineato che la posizione dominante di Google non può essere considerata esclusivamente frutto di pratiche anticoncorrenziali e che una cessione di Chrome sarebbe complessa e rischiosa. Questa sentenza sembra voler essere una sorta di compromesso, che limita alcuni strumenti di monopolio dell’azienda, ma lascia ampi margini di azione sul mercato e per lo sviluppo dei suoi prodotti IA.

Leggi l’articolo completo: In a major antitrust ruling, a judge lets Google keep Chrome but levies other penalties su npr.org.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/11/2024).

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