Il governo degli Stati Uniti ha chiesto a OpenAI di rallentare il rilascio di GPT 5.6, il suo ultimo e più potente modello di intelligenza artificiale. L’azienda ha acconsentito, pur esprimendo apertamente il proprio disappunto: bloccare l’accesso ai migliori strumenti di IA, sostiene OpenAI, penalizza utenti, sviluppatori e partner internazionali. Il lancio è partito con un gruppo ristretto di partner statunitensi selezionati, scelti d’intesa con il governo, che valuterà le richieste di accesso caso per caso prima di autorizzare una diffusione più ampia, attesa nel giro di qualche settimana.
Non è la prima volta che accade: Anthropic aveva seguito un percorso analogo con Mythos, il suo modello di punta, poi ritirato del tutto dopo che Washington aveva vietato l’accesso ai cittadini stranieri, preoccupata per le sue capacità offensive in ambito cyber. GPT 5.6 si articola in tre versioni — Sol, Terra e Luna — in ordine decrescente di prestazioni e costo. OpenAI assicura che Sol, pur essendo il modello più potente mai sviluppato, non supera la soglia di pericolosità critica definita internamente.
Dietro la vicenda c’è un ordine esecutivo firmato da Trump questo mese, che impone una valutazione governativa preventiva per i modelli più avanzati. Un cambio di rotta significativo per una Casa Bianca che fino a poco tempo fa predicava deregolamentazione: a convincerla, l’accelerazione vertiginosa delle capacità dei sistemi di IA.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/03/2026).

