Il nuovo modello di intelligenza artificiale Grok 4 di xAI sembra consultare i post social di Elon Musk quando risponde a questioni controverse come il conflitto israelo-palestinese, l’aborto e le leggi sull’immigrazione. Durante il lancio, Elon Musk aveva definito aveva definito il chatbot di xAI una “intelligenza massimamente alla ricerca della verità”.
Secondo quanto riportato da TechCrunch, i test confermano che Grok 4 attinge spesso ai post pubblicati su X dal suo fondatore, esplicitando questa fonte nel “chain-of-thought”, la traccia interna del ragionamento. La centralità delle opinioni di Musk sembrerebbe una risposta alle sue critiche al modello, da lui ritenuto “troppo woke”. I tentativi di rendere il chatbot meno “politicamente corretto” si sono però rivelati particolarmente controproducenti: nei giorni scorsi, un account automatizzato di Grok ha pubblicato su X contenuti antisemiti, costringendo l’azienda a intervenire con limitazioni e modifiche alle istruzioni pubbliche.
Questo approccio potrebbe ostacolare l’adozione più ampia di Grok, che xAI sta promuovendo ai consumatori e alle aziende al costo di 300 dollari al mese. L’assenza di documentazione tecnica pubblica acuisce le perplessità sull’allineamento e la trasparenza del modello, proprio mentre xAI spinge per la sua integrazione in X, Tesla e altre soluzioni enterprise.
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