Health New Zealand (HNZ) ha ribadito ai propri dipendenti il divieto di usare strumenti AI gratuiti come ChatGPT, Claude e Gemini per la redazione di note cliniche, a seguito di casi accertati di utilizzo non autorizzato nel servizio di Salute Mentale e Dipendenze del distretto di Rotorua Lakes. Il memo interno, ottenuto da RNZ, chiarisce che il divieto si estende anche all’uso indiretto (ad esempio inserire informazioni in uno strumento AI e poi trascrivere manualmente il risultato) anche in caso di anonimizzazione dei dati. Le violazioni possono comportare procedimenti disciplinari formali.
Secondo la policy interna, qualsiasi strumento di IA deve essere preventivamente registrato e valutato da esperti. Sonny Taite, direttore dell’innovazione digitale e AI di HNZ, ha citato rischi relativi a sicurezza dei dati, privacy e accountability, precisando che eventuali eccezioni vengono valutate caso per caso. HNZ non ha risposto alle domande sul numero di episodi accertati né su eventuali provvedimenti già adottati.
Il sindacato dei lavoratori pubblici (PSA) ha però criticato l’approccio punitivo, sottolineando che il personale ricorre a strumenti non autorizzati a causa delle pressioni enormi cui è sottoposto. La segretaria Fleur Fitzsimons ha ricordato i recenti tagli ai responsabili dei sistemi digitali e del supporto, e dichiarato che HNZ dovrebbe investire in formazione e strumenti approvati, non limitarsi a minacciare sanzioni.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (03/12/2024).

